San Michele in Borgo

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San Michele in Borgo

San Michele in BorgoLa chiesa ed il monastero di San Michele in Borgo furono costruiti all'inizio dell'XI secolo fuori dalla cerchia muraria della città. Edificato su un tempio romano dedicato al dio della guerra Marte, il complesso si trovò al centro di un insediamento, detto appunto Borgo, che si era sviluppato lungo la strada che conduceva verso nord.

Da un antico testo del suo primo abate si apprende che nel 1046 egli si era recato a Pisa, su invito di un nobile della città, proprio per trasformare l'allora chiesa di San Michele Arcangelo, dipendente dalla cattedrale, in un monastero benedettino. Fu così che egli avviò la costruzione di un complesso architettonico in muratura, che sostituì la precedente costruzione in legno, di cui purtroppo non rimane molto a nostri giorni. Si può ipotizzare che la cripta dell'attuale chiesa facesse parte dell'antico edificio. Tra il XII e il XIII secolo fu invece eretta l'attuale costruzione. La facciata fu opera di Fra' Guglielmo, monaco domenicano che la portò a termine tra il 1302 e il 1312, basandosi sul modello della cattedrale pisana. Il tabernacolo e il gruppo di statue che decorano l'interno furono invece collocati verso la metà del XIV secolo.
La facciata ha subito alcune aggiunte nell'Ottocento, ma sostanzialmente rimane quella concepita e realizzata da Fra' Guglielmo. Anche in essa, come in molte altre costruzioni di quel periodo avviene l'incontro dei due stili caratteristici dell'epoca, soprattutto nella parte superiore, dove le loggette romanico-pisane sono ornate da archetti e testine scolpite di stile gotico. Su quello inferiore si aprono tre ingressi. Sopra a quello centrale rimangono tracce di scritte goliardiche del 1558, effettuate in occasione dell'elezione del nuovo rettore dell'Università.
L'interno della chiesa è stato parzialmente ricostruito nel dopoguerra. È diviso in tre navate, con la zona dell'altare rialzata a causa della cripta sottostante. Lungo la navata settentrionale è collocato un crocifisso marmoreo del XIV secolo, opera di Nino Pisano. Altre decorazioni, tra le quali una "Madonna col Bambino" del Duecento, possono essere osservate al Museo Nazionale di San Matteo. Nella chiesa vi erano inoltre cinque antichi sarcofagi che sono stati trasferiti al Camposanto di Piazza dei Miracoli. Sembrano invece essere provenienti da altrove i capitelli dei colonnati interni.
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