Zeri Toscana

- guida alla città di Zeri ed informazioni per il turismo e le vacanze a Zeri

Zeri

Guide ed informazioni per le vacanze ed il turismo

Zeri Toscana

Il territorio del comune di Zeri si estende lungo un'ampia vallata al confine con la Liguria e l'Emilia, in provincia di Massa Carrara. Oscilla da un'altitudine di circa 200 s.l.m. fino a toccare i 1587. Il capoluogo, Patigno, è posto a 708 m s.l.m. e la popolazione è di circa 1300 abitanti.

Caratteristica peculiare del comune è quella di essere un'unità territoriale costituita da numerosi centri, nessuno del quale porta il nome di Zeri. È un'area essenzialmente rurale, in cui piccoli borghi agricoli sono disseminati un po' ovunque e dove non sono invece presenti architetture di grande rilievo. Vi è però la possibilità, visitando l'area, di poter ammirare le costruzioni tipiche dei pastori e dei contadini della Val di Magra. Sono edifici realizzati con pietre di arenaria di forma e dimensione diverse, tenuti insieme dall'antica tecnica a incastro, e tetti di "pagne", lunghe pietre piatte.
L'antico nome del territorio è stato "Cerri" (boschi), come testimonia un documento del 774 stipulato da Carlo Magno in persona, in riferimento ad alcuni boschivi da assegnare al monastero di San Colombano di Bobbio. I centri di Zeri sono stati dominati da Mulazzo, al tempo controllata da Obizzo Malaspina, fino al 1164, quando l'imperatore germanico Federico II dispone che facciano riferimento a Pontremoli. Gli abitanti della valle non hanno mai gradito questa sudditanza e nel corso dei secoli si sono susseguite numerose rivolte, tra le quali quella del 1526, soffocata in un bagno di sangue.
Popolo di pastori e contadini, gli zeraschi sono stati da sempre in lotta anche con i comuni limitrofi, per il possesso e lo sfruttamento di terreni e pascoli. Si ricorda in particolar modo la battaglia contro Suvero per il bosco di Gambatacca, che si è protratta dal 1526 fino alla fine del XVIII secolo. Più tardi, nel 1796, Zeri si contraddistingue per l'accanita resistenza alle truppe napoleoniche. Dopo la Restaurazione (1814-15) Zeri viene annessa al Granducato di Toscana fino al 1848, quando viene ceduta al Ducato di Parma. Con il Plebiscito del 1860 e l'ingresso nel regno d'Italia, Zeri ottiene anche l'autonomia politica da Pontremoli.

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