Centro dalle antiche origini etrusche, Volterra si trova ad un'altitudine di 530 metri s.l.m. ed ha una popolazione di circa 11000 abitanti. All'interno della città si possono ammirare la Cattedrale di Santa Maria Assunta, la chiesa dei Santi Giusto e Clemente, la Torre del Podestà e del Buonguidi, Palazzo Pretorio e Palazzo dei Priori.
L'area del volterrano è stata ricca di insediamenti umani fin dal Neolitico, ma è grazie agli Etruschi che avviene la fondazione del primo nucleo abitativo fortificato. Stabilisti nella zona a partire dal VII secolo a.C., gli Etruschi vi fondano la città di Velathri, che dal IV secolo a.C. è circondata da un perimetro murario di ben sette chilometri di circonferenza. Velathri, all'interno della quale sono protetti oltre che gli abitanti anche le zone di pascolo e coltivazione, diventa una delle dodici Lucumonie della Lega Etrusca.
Fin da subito la città si configura come un punto nevralgico dell'Etruria, per controllare la pressione da nord dei Galli e quella da sud dei Romani. Con la sconfitta del lago Vadimone, avvenuta nel 283 a.C., gli Etruschi iniziano a cedere il passo alla dominazione romana e Volterra si sottomette ad essa nel 260. In occasione della Seconda Guerra Punica (205 a.C.) la città fornisce addirittura legname e derrate alimentari all'esercito capitolino di Scipione. Nel 90 a.C. Volterra ottiene definitivamente la cittadinanza romana. Pochi anni più tardi partecipa alla guerra civile tra Mario e Silla, prendendo le parti del primo e venendo assediata e sconfitta intorno all'80.
Ai tempi delle invasioni barbariche del V secolo d.C., Volterra è già delineata come un "castrum" medievale e diviene sede di una curia vescovile che egemonizza la zona corrispondente all'antica lucumonia. Per difendersi da Eruli e Goti, accetta inoltre di ospitare un presidio militare bizantino. La città riveste una particolare importanza anche durante l'epoca di occupazione longobarda e gode poi dei favori degli imperatori carolingi, grazie ai quali il vescovado volterrano acquisisce numerosi privilegi e proprietà tra il IX e l'XI secolo, finendo con l'esercitare sulla popolazione locale anche il potere civile.
Etruschi e Romani hanno lasciato in eredità a Volterra numerosi siti archeologici di straordinario interesse. Particolarmente ben conservato è il teatro romano di Vallebuona, fatto costruire all'epoca di Augusto dalla famiglia Caecina, sulla falsa riga dello stile degli odeon greci. Si possono inoltre visitare l'Acropoli di Pian di Castello e la Necropoli etrusca, risalente al V secolo a.C. e assai particolare per la sua struttura. Le tombe, infatti, non si elevano dal suolo ma sono direttamente scavate nel sabbione del colle volterrano.