Il comune di Vicopisano si trova in provincia di Pisa ed ha una popolazione di circa 7900 abitanti. All'interno della città si possono visitare la chiesa di Santa Maria e San Giovanni Battista, il Palazzo Pretorio, la Fortezza della Verruca, la Torre del Mastio e quella del Brunelleschi.
In antichità l'odierna area di Vicopisano gode di una posizione strategica molto importante, trovandosi sulla confluenza tra l'Arno, che comunica con Pisa e con il mare, è l'Auser, che attraversa invece l'area del lucchese per affluire nel Lago di Bientina. Le presenze umane sul territorio sono databili almeno al V a.C., sebbene un più consistente sviluppo del borgo si ha intorno al X secolo. Allora operano nella zona i conti Obertenghi, cui è attribuita l'edificazione del castello di Auserissola.
Il Castello, oltre che a fornire un rifugio sicuro, diventa il centro degli scambi economici del circondario. Ben presto gli abitanti del limitrofo borgo di Vicus vi si trasferiscono in massa, dando vita a Vicus Auserissola. Nell'XI secolo il fortilizio viene rilevato dall'Arcivescovado di Pisa, già presente con numerosi possedimenti nei dintorni. Nel 1230 il borgo diventa una Capitaneria della Repubblica di Pisa e si stabilisce ad abitarvi una ricca classe mercantile che intuisce l'importanza del suo scalo fluviale per condurre le merci dal porto verso l'entroterra toscano.
Trasformatosi ormai in una città vera e propria, Vicopisano vede interrompersi la sua parabola ascensionale con il susseguirsi delle sciagure militari di Pisa, incalzata via mare da Genova e via terra dall'alleanza di Lucca e Firenze. Nel 1330 vengono apportati ulteriori lavori di fortificazione, ma la sorte del centro si abbatte inesorabilmente con il fatidico 1406. In quell'anno quasi tutti i centri rurali e fluviali pisani voltano le spalle alla repubblica marinara per sottomettersi a Firenze, e Vicopisano non fa eccezione. La politica dei Fiorentini privilegia il centro, che grazie alla sua importanza commerciale non viene privato delle sue difese ma ulteriormente irrobustito, con l'edificazione della Nuova Rocca, nel 1434. Il comune diventa anche sede del Vicariato del Valdiserchio e Valdarno inferiore.
Con l'affermazione della dinastia medicea si avvia la fase di ripresa di tutti i comuni del contado pisano, per i quali i sovrani fiorentini dimostrano grande interesse. Nel 1560, per volontà di Cosimo I, vengono avviati numerosi lavori di risistemazione idrica, tra i quali la deviazione dell'Arno ed il prosciugamento del vicino Lago di Bientina, e si traccia una nuova strada. Sulla confluenza dell'Arno sorgono le Cateratte Ximeniane, progettate da Leonardo Ximenes, ancora oggi visibili.
Mentre nel comune si va consolidando una significativa attività agricola, avviene il passaggio di testimone tra i medici ed i Lorena-Asburgo, la dinastia che darà vita al Granducato di Toscana. Con il riordino amministrativo del 1776, Vicopisano diventa una "comunitas" autonoma integrando numerosi territori del circondario. Le riforme agrarie danno vita ad un nuovo ceto di piccoli proprietari terrieri che si sostituisce a quello più esclusivo dei feudatari. Nella seconda metà dell'Ottocento, con la realizzazione della Ferrovia Leopolda, il commercio fluviale inizia la sua fase di decadenza assoluta. Nel secondo dopoguerra si inizia a concretizzare lo sviluppo industriale del comune, che poggia sulle solide basi di una plurisecolare tradizione artigianale.