Giotto

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Giotto

Giotto

La storia e la biografia dello straordinario pittore ed architetto Giotto sono avvolte nella leggenda. Non si conosce con esattezza nemmeno il suo nome, poiché alcune fonti lo citano come Giotto di Bondone, mentre altre lo chiamano Ambrogio. È nato nel 1267 a Vicchi, sul colle di Vespignano, da una famiglia di contadini.

Inizialmente lo si conosce come allievo del Cimabue. La leggenda ci narra che l'illustre artista prende il giovane Giotto nella sua bottega dopo essere rimasto affascinato vedendolo riprodurre su di un sasso una delle pecore che portava al pascolo. Sempre in gioventù Giotto compie parte dei suoi studi a Roma, dove in quel periodo sta sorgendo un'importante scuola pittorica impostata sul recupero dell'arte classica. È da Roma che l'artista parte per lavorare al cantiere di Assisi.
Nella Basilica di Assisi Giotto realizza un ciclo di 28 affreschi, anche se probabilmente alcuni sono ultimati da suoi allievi, che raffigurano numerosi episodi della vita di San Francesco. Per la prima volta nell'iconografia medievale, il santo è rappresentato un uomo vero fra la gente, inserito in un ambiente concreto e riconoscibile. Un esempio è l'episodio della "Rinuncia dei beni", nel quale Francesco è raffigurato parzialmente nudo. Vengono inoltre anticipati gli studi sulla prospettiva che saranno approfonditi nel Rinascimento.
Dopo aver lavorato nuovamente a Roma, Giotto fa ritorno a Firenze dove esegue numerose altre opere. Tra le più significative vi è il Crocifisso su tavola ancora conservato nella sagrestia della chiesa di Santa Maria Novella. Da questo secondo ciclo artistico emerge ancora di più l'allontanamento dallo stile bidimensionale medievale e l'utilizzo della prospettiva, evidenziato dalla sovrapposizione delle gambe, fissate da un unico chiodo.
Il periodo padovano di Giotto si arricchisce di studi sullo stile gotico. Ne è un esempio il "Compianto su Cristo", opera caratterizzata da una notevole intensità drammatica e dalla concretezza dello spazio entro il quale si muovono le figure. Tra il 1305 ed il 1310 il pittore, ormai affermato, lavora alla "Madonna di Ognissanti", permettendosi di conferire anche ad una delle figure centrali del culto cattolico una realtà fisica ben lontana dalla sacralità maestosa di stampo bizantino. L'opera è conservata oggi negli Uffizi di Firenze.
Nel 1334 Giotto lavora al progetto del campanile accanto al Duomo di Firenze, elaborandone il modello e disegnando le storie ed i fregi che ne avrebbero composto le decorazioni. Purtroppo l'artista ne dirige le operazione solo fino alla prima cornice, poiché muore a Firenze nel 1337, dopo essersi gravemente ammalato al ritorno da un viaggio a Milano, effettuato per conto del comune di Firenze. Il campanile, che ancora oggi porta il suo nome, viene completato da Francesco Talenti.

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