Storia del Carnevale di Viareggio

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Storia del Carnevale di Viareggio

la storia della manifestazione a viareggio

Il Carnevale di Viareggio è una delle più famose manifestazioni al mondo legate a quest'antica festa, le cui origini risalgono addirittura a 4000 anni fa. Sembra siano stati gli Egizi prima ed i Greci poi a dar vita ai progenitori dei festeggiamenti carnevaleschi, che si svolgevano in tra inverno e primavera in onore rispettivamente della dea Iside e di Dioniso.

I Romani ripresero l'impostazione di queste celebrazioni a carattere riturale per i loro "Saturnali", e proprio allora la festa iniziò lentamente il suo passaggio da rito religioso a tradizione popolare. Il carattere dissoluto e sfrenato di questa cerimonia ebbe a venir meno quando fu inserita nelle ricorrenze cristiane. Lungi dal voler eliminare una festa così sentita in gran parte della penisola, la Chiesa ne fece il preludio ideale della Quaresima, periodo di digiuno dai cibi più golosi e meditazione prima della Pasqua. La parola "carnevale" nasce infatti dal latino "carnem levare" (eliminare la carne) e ricorda che dopo i bagordi della "settimana grassa" ci si deve attenere a quaranta giorni di scrupolosa austerità.
A Viareggio la tradizione del Carnevale ha superato ormai i 130 anni. La sua prima edizione risale infatti al 1873, quando un gruppo di giovani rampolli dell'alta società viareggina organizza la prima sfilata delle carrozze, trainate da buoi e addobbate da fiori. Di lì a poco questa idea avrebbe preso piede nella città al punto di diventarne uno dei simboli. Già a fine secolo, infatti, le carrozze vengono sostituite dai carri trionfali, montati dagli operai dei cantieri navali e addobbati e decorati da scultori locali.
Altra caratteristica che fin da subito si fa protagonista del Carnevale è l'allegoria dei carri, in chiave satirica. La sfilata dei carri, con a bordo ragazzi in costume che lanciano coriandoli, stelle filanti e caramelle, diventa così anche l'occasione di prendersi gioco di politici, usi e costumi e fatti della vita italiana, sfogando i malumori popolari con il consenso delle autorità e dei governanti. È una particolarità, questa, che si mantiene ancora intatta nel tempo.
Nonostante l'allegria e la goliardia che lo contraddistinguono, il Carnevale di Viareggio ha dovuto però fare i conti anche con le interruzioni dovute alle guerre mondiali. Con il declino della belle époque e l'irreparabile perdita di tanti giovani, mandati al fronte nella Prima Guerra Mondiale, la festa viareggina sembra essere arrivata al tramonto. Invece, nel 1921, le sfilate riprendono lungo un nuovo scenario, l'ampia passeggiata lungomare, permettendo anche di realizzare nuovi effetti scenici e carri più grandi.
Quattro anni più tardi, è il 1925, viene introdotta la cartapesta, un impasto di acqua, colla, gesso e carta, molto leggero e adatto a modellare forme mobili da montare sui carri. Questa tecnica farà la fortuna del carnevale e lo renderà unico in tutta Italia. Nel 1930 nasce anche il Burlamacco, la maschera ufficiale del Carnevale viareggino, ideata dal pittore Uberto Bonetti sulla base della grande tradizione dei protagonisti della Commedia dell'Arte.
Dopo una seconda interruzione causata dal nuovo conflitto mondiale, il Carnevale riprende nuovamente con alcune significative novità. Dagli anni Cinquanta viene trasmesso in diretta nazionale e poi in Eurovisione. Inoltre, qualche anno dopo, riprende parte del suo percorso storico per le vie interne della città, sulla scia del quale rinascono anche le feste rionali. Ben presto ai buoi si sostituiscono i trattori, ma quello che non cambia assolutamente è la costruzione artigianale delle figure: caricature, immagini e fantocci che sfilano ancora ogni anno per le vie di Viareggio, colorando il Carnevale con la loro allegria e la loro impudenza.

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