Tresana è un centro della Lunigiana, in provincia di Massa Carrara, a 112 s.l.m. . Con una popolazione di poco più di 2000 abitanti, offre ai suoi visitatori i ruderi del castello di Morello Malaspina e di Magia Fieschi e numerose altre architetture d'epoca che si trovano nei suoi dintorni.
Particolare e suggestiva è la celebrazione di San Quirico che avviene contemporaneamente sia nel capoluogo che nella frazione di Barbarasco, ogni 14 luglio. Secondo la leggenda il santo morì divorato dalle mosche. La tradizione vuole che il giorno che si festeggia San Quirico nemmeno una mosca entra nella chiesa di Tresana.
Il paese ha origini probabilmente longobarde. Nel 1164 viene concessa dall'imperatore Federico Barbarossa ai Malaspina, una potente famiglia aristocratica che esercita una certa egemonia su tutta la Lunigiana. Viene affidata ad un ramo del casato, i Giovangallo, fino alla metà del Trecento. Nel 1565 Tresana riceve ufficialmente l'investitura imperiale Massimiliano II, che ne formalizza il suo status di feudo dei Malaspina.
Il territorio si presenta nel Medioevo come poco appetibile. Vi è un incessante attività agricola, favorita dalle sue zone collinari a ridosso delle rive del fiume Magra, ma rispetto ad altri comuni dell'area Tresana è tagliata fuori dalle grandi rotte commerciali che attraversano la vallata. Di conseguenza, i signori locali esercitano sul contado una notevole pressione fiscale. Firenze e Genova sfrutteranno perciò il malcontento del popolo per rovesciare il potere dei Malaspina.
Il primo pretesto per confiscare le sue proprietà al marchese Federico Guglielmo è l'accusa di aver coniato false monete. Il nobile riesce dopo qualche anno a riprendere i suoi possedimenti, ma nel 1651, alla morte del suo ultimo erede, una rivolta popolare consegna la città a Firenze. Il territorio di Tresana viene allora acquistato dal nobile fiorentino Bartolomeo Corsini, la cui dinastia regnerà incontrastata, sotto l'egida granducale, fino all'arrivo delle truppe napoleoniche, a cavallo tra il Settecento e l'Ottocento.
Conclusasi l'epopea francese del Regno d'Etruria, la Toscana viene smembrata dal Congresso di Vienna del 1815. Parte di essa ritorna ad essere Granducato lorenese, mentre altre porzioni vengono accorpate ai ducati emiliani di Parma e Modena. A Tresana tocca in sorte di finire sotto quest'ultimo, governato dagli Estensi. Tuttavia, il Risorgimento è alle porte e il comune entra a far parte del regno d'Italia nel 1859. La progressiva decadenza dell'attività agricola ne ha causato lo spopolamento nel XX secolo.