Il comune di Trequanda si trova in provincia di Siena, ad una altitudine di 453 metri s.l.m., ed ha una popolazione di circa 1400 abitanti. All'interno della città di Trequanda, le cui origini si fanno risalire, forse, al periodo etrusco, si possono ammirare il Palazzo Comunale, la chiesa di Santo Stefano e quella dei Santissimi Pietro e Andrea.
Il borgo nasce lungo una strada che collega Chiusi a Siena, passando per Aasciano e in virtù di tale posizione acquisisce subito una certa importanza strategica. Le fonti storiche lo menzionano una prima volta nel XII secolo, ma le notizie più certe sono di un secolo più tardi, quando il paese è un possesso dei feudatari dei conti della Scialenga. Questi lo inseriscono nell'orbita dei territori controllati dalla fazione ghibellina.
Tra il 1273 ed il 1289 Trequanda diventa uno dei principali rifugi per gli esuli ghibellini senesi, cacciati dai guelfi della città. Questo è costato al borgo l'aggressione da parte delle milizie della Repubblica, avvenuta a fine secolo. Dopo essere stata occupata ed aver rischiato di venire rasa al suolo, Trequanda, in mano ai Senesi, viene venduta nel 1301 ad un ricco commerciante, Musciatto Franzesi.
Pochi anni dopo viene ripresa da Siena e a partire dal 1318 diventa uno dei centri di potere della famiglia Tolomei, casato senese non sempre in linea con le decisioni politiche della Repubblica. Nel 1553 Trequanda è uno dei primi borghi del contado senese a cadere in mano al Granducato di Toscana, a seguito della discesa delle truppe imperiali spagnole di Carlo V. Inserita nei confini granducali, la città vivrà la dominazione medicea e poi quella lorenese, intramezzata dal periodo di occupazione delle armate napoleoniche. Nel 1860 entra far parte con tutta la Toscana del Regno d'Italia.