Pieve di San Pietro in Bossolo

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Pieve di San Pietro in Bossolo

Pieve di San Pietro in Bossolo

La Pieve di San Pietro in Bossolo è situata a pochi chilometri dal centro di Tavarnelle. Fu costruita intorno all'anno Mille nello stile romanico tipico delle chiese medievali nel contado fiorentino.

San Pietro in Bossolo è una delle più antiche chiese "plebane" del territorio fiorentino e, come molte di esse, presenta anche i resti di un'antica struttura preesistente, probabilmente una costruzione paleocristiana, rinvenuta durante gli scavi del 1967, avvenuti nella piazza antistante all'edificio. Ad un primo esame di quei resti si è ipotizzato che potessero appartenere ad un'antica chiesa "primitiva", delle origini del cristianesimo, e ad un battistero, del quale è stata rinvenuta una vasca ad immersione di notevoli dimensioni.
Un'ulteriore testimonianza dell'antichità del sito è il nome: l'appellativo "in Bossolo", originato dalla denominazione latina "in boxula " o "in pixide ", è collegato al termine latino buxula (o pixys). Con esso si indicava l'urna che veniva usata dai Romani per custodire il denaro pubblico. Nelle sue "Memorie del Piviere di San Pietro in Bossolo" il Biadi colloca la nascita di una chiesa paleocristiana intorno al IV secolo, in considerazione del presunto ritrovamento nelle vicinanze di una lapide funeraria datata 424 d.C., che proverebbe la presenza di un cimitero cristiano.
La Canonica dell'edificio ospita dal 1989 il Museo Vicariale di Arte Sacra, all'interno del quale sono custodite testimonianze storico-artistiche provenienti dai pivieri di San Pietro in Bossolo e di San Donato in Poggio. Il salone centrale raccoglie la collezione di San Pietro in Bossolo. Ci sono una "Madonna col Bambino" attribuita a Meliore, un'altra di Rossello di Jacopo Franchi ed una di Lorenzo di Bicci. Vi sono poi una serie di tavole eseguite da Neri di Bicci, datate 1473. Si può ammirare una pala cinquecentesca con la rappresentazione della "Madonna e il Bambino fra i Santi Martino e Sebastiano", di un non meglio precisato Maestro di Tavarnelle. Nelle teche sono raccolti ed esposti pezzi di argenteria sacra, tra i quali sono di particolare importanza storica le croci del Duecento, un calice in rame dorato e smaltato del XIV secolo ed un altro di Nicola de Angelis, del 1706.
La seconda sala è dedicata alla collezione di San Donato n Poggio. Si possono osservare un trittico del 1300, probabilmente di Ugolino di Nerio, la "Madonna col Bambino fra gli arcangeli Raffaele e Gabriele" del Maestro di Marradi e due "Santi" di Giovanni Montini. Anche in questa sala è allestito un ampio spazio dedicato alle argenterie. Una ricca raccolta di reliquiari in argento e legno dorato è posta nella zona dedicata alla devozione popolare. Infine, in fondo al corridoio della Canonica, sono custodite una serie di antiche stoffe liturgiche ed una carrellata di antichi disegni ed altre opere figurative, riguardanti l'arte legata al culto popolare.

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