Il comune di Sovicille vanta di aver ospitato l'impressionante numero di cinquantacinque borghi medievali, tra quelli abitati, quelli trasformati in case coloniche e quelli ormai scomparsi. Si trova in provincia di Siena, ad un'altitudine di 265 metri s.l.m., con circa 9000 abitanti.
All'interno della cittā di Sovicille, immersa fra la Valle del Merse e le pendici orientali della Montagnola senese, si possono ammirare il Palazzo Nuti - Palmieri e la pieve di San Lorenzo martire. Quest'ultima, sorta su di una parte della cinta muraria cittadina conserva caratteristiche neogotiche e presenta al suo interno numerosi affreschi e tele del Cinquecento.
Il castello sorge con l'antico appellativo di "Sufficillum" al confine tra i territori del vescovado senese e quelli della diocesi volterrana. Dall'anno Mille fino alla metā del XII secolo č inglobato nei possedimenti dell'abbazia della Serena. Solo verso la fine del XII secolo diviene proprietā diretta del vescovado di Siena. Passato successivamente sotto il controllo della Repubblica Senese, Sovicille, dal 1240, si costituisce come libero comune e comincia a darsi propri statuti, pur senza mai mettere in discussione l'autoritā senese.
Intorno alla metā del secolo successivo Sovicille viene occupato dall'esercito dell'imperatore tedesco Arrigo VII, mentre nel 1333 sono le truppe pisane a conquistare il borgo. Le continue devastazioni e saccheggi, unite al deterioramento della rete idrica, avviano il comune verso un periodo di declino e degrado. Nel 1391 il castello subisce un nuovo assalto, questa volta perpetrato dai Fiorentini nell'ambito di una campagna contro Siena. La cittā riesce a resistere, ma sempre nuovi assedi si susseguiranno per tutto l'arco del XV secolo, fino alla definitiva capitolazione di Siena, a metā Cinquecento.
L'ultima pagina nera della sua storia medievale Sociville la vive dopo una vittoriosa battaglia, avvenuta nel suo territorio nel quale viene sbaragliato l'esercito mediceo. Vinta la guerra, i Fiorentini organizzeranno una rappresaglia molto violenta nei confronti del borgo e dei suoi abitanti.
L'economia di Sociville, fino al XX secolo č stata fondata su agricoltura, allevamento, estrazione di marmi pregiati e lavorazione del ferro. Nel primo dopoguerra, nel territorio, l'economia si trasforma in maniera radicale. Il numero degli impiegati nel settore agricolo diminuisce in favore del terziario. Inoltre, l'estrazione e la lavorazione del marmo favoriscono l'impulso di crescita dell'industria anche in settori quali il confezionamento di alimentari e la lavorazione del legno.