Il comune di Signa, in provincia di Firenze e con una popolazione di circa 15000 abitanti, è conosciuto per le chiese di San Miniato e di San Rocco e il Museo della Paglia. La sua attrazione turistica più interessante è il Parco Renai.
Come tutte le zone in prossimità dell'Arno, quella di Signa ha vissuto la colonizzazione degli Etruschi prima e dei Romani poi. Il suo nome potrebbe essere infatti di origine etrusca, sebbene è assai probabile che possa risalire all'epoca in cui Lucio Cornelio Silla abbia "segnato" i confini dei vari appezzamenti da distribuire ai suoi legionari. Di certo il fatto è avvenuto una seconda volta, nel 59 a.C., con la distribuzione delle terre ai soldati di Giulio Cesare. I reperti riferiti ai Romani rinvenuti in questi luoghi sono molto ricchi e vari: vi sono monete, armi, frammenti di una statua di bronzo e di una lapide sepolcrale. Non mancano anche oggetti riferibili all'epoca etrusca.
Nel 964 fa la sua comparsa la Pieve di Signa, rintracciabile in un atto di donazione emesso dal vescovo di Firenze di cui beneficia il Capitolo fiorentino. Nel 978 un documento simile ci parla della cessione di una chiesa facente parte del castello di Signa. Il plebato di Signa, intorno all'anno Mille, si attesta come uno dei più imponenti del contado fiorentino, del quale fa parte almeno dalla metà del Duecento, pur conservando un'amministrazione autonoma ed un consiglio eletto dagli abitanti del posto. Fulcro della vita economica del centro è il ponte sull'Arno, che la leggenda attribuisce alla volontà di Sant'Alluccio. Per lungo tempo sarà l'unico collegamento tra Pisa e Firenze.
Signa si trasforma così in un importante mercato dove transitano le merci che dal porto di Pisa viaggiano verso l'entroterra toscano. È probabilmente per questo motivo che, nel 1326, il paese viene asserragliato e saccheggiato dalle truppe filoimperiali di Castruccio Castracani, che abbatte anche il ponte. La Repubblica Fiorentina provvede allora al suo ripristino e insieme fortifica la città. A fine secolo le truppe del Duca Visconti di Milano assediano nuovamente il borgo, che esce però vittorioso da due giorni di scontri brutali.
Con la costruzione della ferrovia Livorno-Firenze, la "Leopolda", avvenuta nel XVIII secolo, il commercio fluviale comincia a declinare e l'economia di Signa viene scossa. Grazie all'ingegno di alcuni suoi abitanti, tuttavia, il comune si inserisce in nuovi settori altrettanto proficui. Nel 1714, grazie al bolognese Domenico Michelacci, fioriscono l'intreccio della paglia e la conseguente produzione di cappelli. All'inizio del XX secolo, inoltre, la famiglia Bondi avvia la "Manifattura di Signa", iniziativa legata alla riproduzione di pregiate terrecotte della plurisecolare tradizione toscana.