Il Chiantigiano è il territorio dove si produce da secoli il vino Chianti Classico. È un'area geografica della Toscana delimitata a nord dall'hinterland di Firenze, a est dai Monti del Chianti, a sud da Siena, a ovest dalla Val di Pesa e dalla Valdelsa. Comprende i comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti e Radda in Chianti, in parte quelli di Barberino Val d'Elsa, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi, San Casciano in Val di Pesa e Tavarnelle Val di Pesa.
Elemento caratteristico di questa zona collinare, posta tra i 250 e gli 800 metri s.l.m., è il suo clima di tipo continentale, con notevoli escursioni termiche nell'arco delle stagioni e anche della giornata. Ciò, unito alle precipitazioni medie, non eccessive e concentrate soprattutto in primavera ed autunno, fa del Chianti un'area geografica poco adatta a determinate coltivazioni agricole, ma ideale per produrre vino ed olio di alta qualità. È per tale motivo che questa zona è detta da molti il "Giardino d'Europa", prodigo di atmosfere bucoliche e incorniciato dalle dolci colline che lo delimitano. Non a caso, qualche anno fa il Chianti è stato candidato ad entrare tra i territori tutelati dall'Unesco quale "patrimonio dell'umanità".
L'origine del nome Chianti è incerta. Secondo alcuni nasce dal termine latino "clangor", che significa rumore, per celebrare la confusione creata dalle battute di caccia. Le foreste della zona erano infatti un'area dove sin dall'antichità l'attività venatoria ha proliferato. Secondo l'interpretazione "filoetrusca", il nome deriverebbe dalla parola "clante". Oltre ad essere un nome diffuso presso le antiche famiglie etrusche, era un vocabolo che stava a significare anche acqua, di cui la zona era ricca.
Questa diatriba non fa altro che confermare l'origine etrusco-romana dei primi insediamenti. In epoca medievale l'area divenne il campo di battaglia abituale nella lotta tra Firenze e Siena e fu in quel periodo travagliato che si svilupparono villaggi, castelli e roccaforti, il cui destino sarebbe stato quello di costituire il nucleo storico di successivi comuni o residenze aristocratiche. I boschi di castagni e querce lasciarono sempre più il posto a vitigni ed uliveti, che finirono ben presto col diventare le colonne portanti dell'economia locale. Il primo documento notarile in cui il nome Chianti appare riferito al vino prodotto in zona è del 1398.
Nel Seicento il Chianti già esportava il suo vino abitualmente e con continuità. Il secolo successivo fu per la zona periodo di nuovi mutamenti sociali. Il 24 settembre 1716 il Granduca Cosimo III de' Medici emanò un bando, progenitore dell'attuale Denominazione di Origine Controllata, che specificava i confini delle zone entro le quali potevano essere prodotti alcuni tipi di vino, tra i quali il Chianti. Con l'arrivo dei Lorena e la conseguente rinascita della Toscana, si sviluppò nella zona, dichiarata provincia del Granducato, il sistema della conduzione mezzadrile. Fu in quel periodo che si disseminarono lungo tutto l'arco del territorio le numerose case coloniche che ancora oggi possiamo incontrare ed ammirare, passeggiando per le strade di campagna.