Il comune di Scarlino si trova in provincia di Grosseto ed ha una popolazione di circa 3.120 abitanti. Il suo territorio si affaccia sul mare ed è ricco di bellissime spiagge e scogliere come Cala Violina e Cala Martina. Inoltre si possono trovare reperti archeologici come le tombe etrusche della Val Molina e la Villa romana di Puntone. Da visitare anche il castello.
La prima fonte documentaria riguardante Scarlino è un atto di alienazione del 973, firmato dal marchese Lamberto, figlio di Ildebrando degli Aldobrandeschi. Dopo il Mille Scarlino figura già come un castello, ma le ricostruzioni sulla sua proprietà non sono del tutto chiare. Una parte di esso è ceduta dalla contessa Matilde di Toscana ad un certo Ranieri, che la gira a sua volta al vescovado di Roselle nel 1108.
Le incertezze proseguono guardando al 1162. Sebbene in quell'epoca Scarlino si attesta come un dominio della Repubblica di Pisa, già due anni più un privilegio dell'imperatore Federcio Barbarossa ne concede la proprietà ai conti Alberti di Mangona. Questi impongono la loro autorità fino al 1233, quando il castello torna infine a far parte dei possedimenti degli Aldobrandeschi, i suoi antichi padroni. Nel 1240 Scarlino si organizza come libero comune.
Già alla metà del XIII iniziano le lotte tra il casato di origine longobarda e la Repubblica Senese, il cui epilogo, nel 1278, è la cessione del borgo a Pisa, voluta Ildebrandino il Rosso. La città della torre pendente governerà Scarlino, malgrado i reiterati tentativi degli Aldobrandeschi di santa Fiora di far valere i loro diritti, fino all'incorporazione del centro nel Ducato di Piombino che gli Appiani si riservano dopo aver ceduto Pisa al Granducato di Toscana.
Seguendo le sorti di Piombino, Scarlino entra a far parte del Granducato solo dopo il Congresso di Vienna del 1815, che sancisce la fine della precedente signoria napoleonica di Elisa Baciocchi, instauratasi a inizio Ottocento. Con il governo di leopoldo II di Lorena vengono intraprese le prime opere di bonifica, tanto che a partire dalla metà del XIX secolo i cronisti riferiscono dell'evidente risanamento dell'area. Scarlino viene poi integrato nel Regno d'Italia, nel 1860. Durante la Seconda Guerra Mondiale sarà centro di un importante nucleo partigiano, il "gruppo di Tirli".