All'interno della città di Sarteano, posta in provincia di Siena a 525 metri s.l.m., si possono ammirare il castello di Sarteano, le chiese di San Martino e Santa Vittoria, di San Francesco, il convento di Santa Chiara, Palazzo Cennini, del Quattrocento, e Palazzo Goti-Fanelli del XVI secolo.
Sotto l'influenza di Chiusi, la più potente città della Lega etrusca, l'area di Sarteano ha vissuto un periodo di sviluppo a partire dalle epoche più remoto. L'egida della città sul piccolo insediamento si è protratta sia in epoca romana che durante la successiva colonizzazione longobarda. Dopo il Mille il territorio di Sarteano figura come feudo dei conti Manenti, che affermeranno il loro dominio fino alla seconda metà del Duecento.
A partire dal 1280 Sarteano si istituisce formalmente come comune autonomo, sebbene alle sue spalle vi sia l'influenza politica della Repubblica di Siena. La città toscana è interessata a questo piccolo borgo per la sua vicinanza ai confini con i domini di Orvieto e Perugia, sue rivali storiche per il controllo della Val d'Orcia e della Val di Chiana. Negli anni successivi il comune subisce ripetutamente gli assalti e le occupazioni di una delle tre città, mentre nello stesso tempo il comune cerca di riscattare i diritti dei Manenti per affermare con decisione la sua autonomia.
Quest'epoca travagliata, durante la quale Sarteano passa sotto la signoria di Orvieto, poi quella di Perugia (1350), quindi quella di Siena (1379), ha termine con i grandi sconvolgimenti politici della Toscana nel XVI secolo. All'indomani della discesa degli spagnoli, in appoggio ai Medici, nasce infatti il Granducato di Toscana, un'istituzione destinata a traghettare la regione verso l'Unità d'Italia del 1860. Nel 1556 Sarteano è annesso allo stato mediceo, nell'ambito delle operazioni che convoglieranno tutti i territori del senese nel nuovo Granducato.