Il comune di San Miniato sorge su di un'altura alla sinistra dell'Arno, in provincia di Pisa. Ha una popolazione di circa 26000 abitanti ed è famosa per il tartufo bianco che abbonda nel suo territorio, oltre che per i numerosi monumenti che si possono ammirare visitandola.
Tra le architetture di grande valore di San Miniato c'è senza dubbio la Cattedrale di Santa Maria Assunta, costruita nel XII secolo sulle fondamenta di una chiesa dell'XVIII secolo. La cattedrale ospita oggi anche un Museo di Arte Sacra ed ingloba la Torre di Matilde, testimonianza dell'architettura militare che abbondava nella città quando era sotto l'egida della corona germanica. Le vestigia imperiali di San miniato si riflettono anche nella Torre di Federico II, sorta nel XIII a dominio dell'allora imponente rocca.
Le origini del centro risalgono al periodo etrusco-romano, rintracciabile attraverso la necropoli di Fontevivo ed i reperti rinvenuti a Montecalenne e Montappio. Ai tempi dell'imperatore romano Augusto l'attuale San Miniato è un importante presidio militare chiamato Quarto. Inizia a fortificarsi all'epoca delle prime scorribande dei Longobardi. Sono proprio questi ultimi, una volta conquistato il "castrum", ad erigere nel 783 una chiesa dedicata a San Miniato martire, dal quale la città prenderà il nome.
Nel 962, per volontà dell'imperatore teutonico Ottone I, viene costruito il castello, con la funzione di ospitare il vicario imperiale che controlla l'amministrazione delle terre toscane. La città viene perciò visitata da vari imperatori ed importanti figure politiche ed ecclesiastiche dell'epoca, tra i quali Federico Barbarossa, Enrico IV e il pontefice Gregorio V. Tradizionalmente ghibellino, il borgo ottiene numerosi privilegi e su di esso i regnanti tedeschi investono ingenti somme in opere di fortificazione.
Con la progressiva decadenza dell'alleata Pisa e dei ghibellini, San Miniato vede compromessa la sua autonomia comunale. Viene posto sotto il dominio di Carlo d'Angiò, ma successivamente i suoi abitanti si ribellano alla sua autorità aderendo alla Lega Guelfa nel 1291 e finendo ben presto sotto la sfera di controllo della Repubblica Fiorentina. Nel Trecento due volte i sanminiatesi tentano di ribellarsi al nuovo potere, ma senza successo. In occasione della discesa degli Spagnoli, nel 1530, San Miniato, occupata dalle truppe iberiche, si schiera al fianco di Firenze cacciando gli invasori dalla città.
Entrata definitivamente nel Granducato, San Miniato diventa uno dei centri più vivaci e importanti della Toscana, grazie anche alla dinastia dei Grifoni, potente famiglia cui viene concessa l'amministrazione della città dal duca Alessandro de' Medici. Nel 1620, per intercessione della moglie di Cosimo II, Maria Maddalena d'Austria, il borgo ritrova il suo status comunale e diventa anche sede vescovile.
Nel 1860 San Miniato si annette nel Regno d'Italia e nel1925 viene integrato nella provincia di Pisa. Attraversato dal fronte dei combattimenti tra nazifascisti ed Alleati, durante la Seconda Guerra Mondiale, il comune è al centro di uno degli episodi più cruenti della guerra civile. La mattina del 22 luglio1944 i tedeschi, prima di ritirarsi, uccidono con una granata 50 cittadini inermi rifugiati nel duomo della città.