San Casciano dei Bagni Toscana

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San Casciano dei Bagni

San Casciano dei Bagni Toscana

Il comune di San Casciano dei Bagni, le cui origini risalgono al periodo etrusco-romano, prende il nome dai famosi centri termali che contengono acque minerali sulfuree. A San Casciano si possono anche ammirare la Chiesa Basilicale, la Colleggiata di San Leonardo e l'Oratorio di Sant'Antonio.

Il primo abitato si origina con l'arrivo degli Etruschi. La leggenda attribuisce al sovrano di Chiusi Porsenna la fondazione dei primi "bagni" termali, che sono sicuramente presenti in epoca romana con il nome di "Fonti Clusinii". Il centro viene molto apprezzato dai Romani, che si interessano di San Casciano anche per la sua vicinanza al tracciato della Via Cassia, una delle strade più battute in epoca imperiale per recarsi da Roma verso il nord.
San Casciano è stato anche uno dei primi centri a subire la penetrazione del cristianesimo. Una prima pieve, intitolata a Santa Maria "ad Balneo", è stata edificata già nel V secolo. L'area subisce poi un lungo processo di spopolamento, dovuto alla sua posizione, al centro delle zone di conflitto tra popolazioni barbariche e Bizantini. Se ne ritrovano tracce storiche poco prima del Mille. Nel 995 la "curtis in Bagno" viene acquisita dagli abati di San Salvatore, la cui autorità è spesso riconfermata da diplomi imperiali. Nel 1226, da un atto di Federico II, si apprende che il castello di San Casciano è passato in mano ai Visconti di Campiglia.
Contemporaneamente l'antica Via Cassia, deviata dai Longobardi ancor più vicino a San Casciano, è ora diventata la Via Francigena, l'arteria principale che collega il nord Europa a Roma. Ne beneficiano i borghi come quello di San Casciano che approfittano della loro prossimità al tracciato per instaurare un'economia basata sul commercio e sulle attività ricettive. La crescita del borgo si deve anche all'abilità diplomatica dei Visconti di Campiglia, prima ghibellini sotto Federico Barbarossa, poi guelfi a fianco di Orvieto e Firenze. In quest'occasione, però, finiscono per essere coinvolti nella disfatta di Montaperti, che avvia la breve stagione di dominio senese sulla Toscana.
Con la divisione dei Visconti in due rami, nel Trecento, quello che rimane proprietario di San Casciano entra definitivamente sotto l'influenza di Siena. La famiglia scompare dalla storia del comune nel 1443, con la rinuncia del suo ultimo erede Giovanni. Indebolito militarmente, San Casciano subisce gli attacchi delle truppe milanesi di Niccolò Piccinino (1455) e di quelle di Vitellozzo Vitelli (1495). Nel Cinquecento è coinvolto nel sanguinoso conflitto tra Siena e le truppe spagnole e medicee, al termine del quale fa il suo ingresso, insieme agli altri territori senesi, nel Granducato di Toscana.
In epoca granducale la stabilità politica favorisce la ripresa dell'attività termale, ulteriormente valorizzata all'epoca di Ferdinando I. Altre opere notevoli sono effettuate dal Granduca Pietro Leopoldo di Lorena, il quale, dopo aver visitato il borgo nel 1769, stanzia un'ingente somma per il ripristino dell'antica Via Cassia, interessato al recupero del patrimonio termale della comunità. Tuttavia, l'inadeguatezza dei bagni, rispetto ad altre nascenti realtà toscane, non permetterà un'autentica ripresa nel settore.

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