Roccastrada Toscana

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Roccastrada

Roccastrada Toscana

Il comune di Roccastrada si trova in provincia di Grosseto, ad un'altitudine di 480 metri s.l.m., ed ha una popolazione di circa 9000 abitanti. Posta al centro di un'area caratterizzata in antichità per le sue risorse minerarie e per i moltissimi corsi d'acqua, conserva numerose testimonianze della sua storia medievale.

L'area di Roccastrada si configura sin dal V-IV secolo a.C. come centro minerario molto ambito dalle vicine città etrusche di Vetulonia e Roselle. Quest'ultima è quella che riesce ad incorporare nella sua giurisdizione il territorio. L'importanza della nascente industria siderurgica subisce tuttavia un grave colpo con la conquista di Roselle da parte dei Romani (294 a. C.). Questi infatti hanno già una loro rete commerciale per l'importazione dei metalli e si dimostrano perciò scarsamente interessati alle miniere del grossetano.
In seguito Roccastrada è coinvolta nel fenomeno di crisi dell'economia agraria etrusca e conseguente spopolamento della regione, cui fa seguito quel fenomeno di impaludamento contro il quale dovranno combattere i suoi successivi abitanti. Solo l'area più collinare sembra resistere all'impoverimento demografico, ma già nel IV secolo d.C. la stessa Roselle è poco più che un villaggio e il suo progressivo decadimento la porterà a perdere, nell'Alto Medioevo, sia il titolo di città che quella di sede vescovile, spostata a Grosseto nel 1138.
I riferimenti a Roccastrada non mancano comunque, a partire da epoche ben più lontane. Nel 787, una suddivisione territoriale voluta da Carlo Magno pone il territorio corrispondente all'odierno comune al confine tra la Tuscia settentrionale, amministrata dal'Impero, e quella meridionale, ceduta al pontefice Adriano I. In questo periodo si insedia al governo di Roccastrada la dinastia longobarda degli Aldobrandeschi, che approfitterà dello status del territorio, posto sotto la giurisdizione sia imperiale che papale, per trarne benefici per tutta la zona.
Al dominio aldobrandesco corrisponde l'epoca di "incastellamenmto" di tutti i territori della Maremma. Il catello di Roccastrada viene citato per la prima volta nel 1118, con il nome di "Rocca di Fabiano", ma alcuni borghi medievali dell'attuale comune, come Montemassi, possono dirsi addirittura anteriori. In questo periodo la Maremma feudale aldobrandesca rimane però tagliata fuori dalla crescita e economica e dall'espansione commerciale che sta vivendo il resto della Toscana.
Nel Trecento subentra nel controllo del territorio di Roccastrada la Repubblica di Siena. Purtroppo questo non è un periodo felice per la Toscana, colpita gravemente da carestie e dalle terribili epidemie di peste, tra le quali quella gravissima del 1348. L'indebolimento generale di Siena coinvolge tutto il suo territori e permette a Firenze di farsi sempre più largo, sia economicamente che politicamente, nei suoi confini. Entro la metà del Cinquecento tutti i domini di Siena entrano a far parte del Granducato mediceo di Toscana.
Lo scarso interesse dei Medici per la Maremma induce molti signori locali a concedere privilegi e statuti autonomi ai vari castelli. Ne beneficia a anche la popolazione di Roccastrada, in special modo grazie all'uso civico di terreni e pascoli. Dal 1738, quando i Lorena salgono al potere in Toscana Roccastrada torna finalmente a vivere una fase di crescita e sviluppo, grazie alla "illuminate" riforme leopoldine, alle prime opere di bonifica di un certo rilievo e al rilancio dell'industria siderurgica. A ciò si aggiunge una rivalutazione del patrimonio boschivo del comune, che impiega le sue risorse di legname nel commercio delle traversine.

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