Il comune di Rio Marina si trova nell'isola d'Elba. All'interno della città si può ammirare, nella frazione di Cavo, nelle immediate vicinanze, la Villa Romana.
Gli scavi archeologici effettuati nella zona di Rio Marina hanno evidenziato la presenza di gruppi di cacciatori nomadi nel periodo del Paleolitico. In seguito a questi si sostituiscono colonie di cercatori di metalli, soprattutto rame, che danno il via alla millenaria storia dell'estrazione mineraria nell'isola d'Elba. Nell'età etrusca l'area è dominata dalla città di Populonia, entrambe cadute in mano romana, insieme alla Corsica, in occasione della prima Guerra Punica (III secolo a.C.).
Dopo il grave spopolamento dell'Alto Medioevo, gli insediamenti nell'Elba iniziano a proliferare nuovamente intorno al Mille, sotto l'egida della Repubblica di Pisa. Intorno a questo periodo, il nome di Rio inizia a figurare nei documenti della curia vescovile pisana, affiancato a quello del centro di Grassula. Anche Rio, come tutta l'isola, viene a far parte del Principato di Piombino, sotto la signoria di Gherardo d'Appiano, verso la fine del Trecento.
Nei secoli che seguono sono i pirati a porre i maggiori problemi per gli abitanti del riese. Le loro scorrerie si intensificano particolarmente a cavallo tra XV e XVI secolo e portano alla distruzione di Grassula e la deportazione dei suoi abitanti, operati dal pirata Barbarossa nel 1543. Per ritrovare il coraggio di tornare ad occupare quei luoghi insicuri bisognerà attendere il Seicento, quando le scorrerie iniziano a diminuire grazie alla presenza degli Spagnoli a Longone e dei Fiorentini a Cosmopoli (Portoferraio).
Sempre nel XVII secolo il comune di Rio si dà i suoi primi statuti. Con l'estinzione del casato degli Appiano, nel 1661, subentrano alla guida del paese i Ludovisi-Boncompagni, che avendo investito molto si occupano soprattuto di incentivare e rendere più profittevole l'attività mineraria, trovando nei riesi il serbatoio principale per la manodopera. È in quest'epoca che, cessate ormai le scorrerie dei pirati, si trasferiscono sul litorale di Rio molti padroni di navi e marinai provenienti da Liguria e Corsica, oltre che le prime comunità di pescatori. Si sviluppa così la Marina di Rio.
Una seconda ondata immigratoria avviene dopo l'Ottocento. In seguito al passaggio dell'occupazione napoleonica, si è infatti ormai avviato lo sfruttamento industriale delle miniere, che i Lorena, preso possesso dell'Elba dopo il Congresso di Vienna del 1815, incentivano ulteriormente finanziando il miglioramento delle infrastrutture necessarie. A fine secolo, già entrata nella nuova Italia unita, Marina di Rio possiede una classe dirigente di alto livello e una propria flotta navale. Ne consegue il suo distaccamento dal comune di Rio, l'attuale Rio nell'Elba, e la proclamazione del comune autonomo di Rio Marina, nel 1881.