Il comune di Radicondoli sorge sulle colline metallifere che sormontano la Val di Cecina, al confine tra le provincie di Siena, Grosseto e Pisa. Posto ad un'altezza di 500 metri s.l.m., ha una popolazione di circa 1000 abitanti.
Il territorio di Radicondoli è suddiviso in numerosi borghi e basa la sua economia sulle acque termali e sull'alto numero di agriturismi. All'interno di questo comune si possono ammirare il castello di Elci, il convento di San Francesco e la pieve di San Simone.
Il castello di Radicondoli, insieme a quello di Belforte, è presente si dagli inizi del Duecento, ma la sua pieve sembra risalire al X secolo, quindi è del tutto probabile che un insediamento abitativo nei pressi dell'attuale capoluogo possa essersi stanziato già prima dell'anno Mille. Vi è stata una presenza umana anche in epoca etrusco-romana, ma l'impianto medievale successivo l'ha completamente cancellata. Si può solo ipotizzare che essendo annesso in epoca romana a Volterra, il territorio di Radicondoli sia stato prima al centro della politica di Scipione, che utilizzava quell'area come punto di rifornimento navale, e successivamente coinvolto nella lotte tra Romani ed aristocrazia etrusca del I secolo a.C.
La comunità di Radicondoli risulta essere tra le prime che si sia data una vera e propria organizzazione comunale autonoma, attraverso la quale stipula patti e convenzioni con Siena e i conti Aldobrandeschi. Proprio questi ultimi, nel 1216, lo incorporano come feudo tra le loro proprietà. Cinque anni dopo i castelli di Radicondoli e di Belforte vengono offerti in garanzia a Siena, come ipoteca sul patto di fedeltà che i conti hanno giurato alla città. Ben lungi dall'aver raggiunto così un accordo, comune e feudatari si disputano a lungo il territorio, che viene occupato dai Senesi nel 1230 e poi ripreso dagli Aldobrandeschi sette anni più tardi, rinnovando il giuramento di fedeltà precedentemente violato.
Nella seconda metà del XIII secolo viene eliminata l'ipoteca senese sui due castelli. Per un breve lasso di tempo, tra il 1260 e il 1269, vengono occupati dai guelfi, che costringono Siena a riacquistarli. Successivamente, con la ramificazione degli Aldobrandeschi, le due fortezze finiscono al centro di una contesa tra le due nuove famiglie per il loro possesso. Il comune nel 1541 entra a far parte del Granducato di Toscana sotto Cosimo I de' Medici.