Pratovecchio è stato inserito nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, di cui è la sede principale. Gli amanti dell'arte possono invece visitarne il centro storico, il tabernacolo in Borgo Mezzo con la sua terracotta robbiana, il monastero camaldolese e quello domenicano e la chiesa della badia a Poppiena, originaria dell'XI secolo.
Centro del Casentino in provincia di Arezzo, con circa 3000 abitanti, Pratovecchio rappresenta uno dei nuclei storici del potere dei conti Guidi, feudatari dell'Impero che hanno dominato il Casentino fino al XV secolo. Le origini del borgo risalgono fino all'Alto Medioevo, ma è del 1191 la prima notizia certa che lo riguarda. Viene menzionato in un diploma imperiale di Enrico IV, nel quale lo conferma feudo dei Guidi.
Tale documento è da sempre considerato di grande importanza storica perché elenca i possedimenti sui quali i conti Guidi domineranno per molti secoli. Tra questi figura anche Pratovecchio, che probabilmente è già all'epoca vecchio di un centinaio di anni, essendosi sviluppato intorno ad un antico monastero del X secolo. Fino al XIV secolo dominano nell'area diversi rami della famiglia Guidi. Ad uno di questi, i Dovadola, si deve la costruzione di mura e fossati intorno al borgo medievale.
Nel 1367 il castello viene acquisito dai Guidi di Poppi, proprio nel pieno delle loro battaglie contro lo strapotere dei guelfi fiorentini. Al tempo della resa dei conti, siglata nel castello di Poppi nel 1440, Pratovecchio viene assoggettato con tutto il Casentino alla Repubblica Fiorentina, che qualche decennio più tardi si sarebbe trasformata in Granducato della Toscana, con giurisdizione su gran parte dell'attuale regione. Il comune di Pratovecchio ha anche dato i natali, nel 1397, al pittore rinascimentale Paolo Uccello.
Firenze, appropriandosi anche dei boschivi appartenuti ai Guidi, trasforma Pratovecchio in un centro di smistamento di legname diretto al capoluogo. L'area assume un'importanza tale che i Lorena, successori dei Medici alla guida del Granducato, annettono le foreste del circondario nel proprio patrimonio personale. Il trasporto del legname avviene attraverso una via che lo conduce all'Arno, dal quale parte alla volta di Pisa e Firenze. in seguito, il comune ha sviluppato un'importante risorsa anche nel settore tessile.