Castello dell'Imperatore

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Castello dell'Imperatore

Castello dell'ImperatoreIl Castello dell'Imperatore è la più importante testimonianza architettonica del centro Italia per quel che riguarda le fortezze che ha fatto erigere l'imperatore Federico II di Svevia. Realizzato nel Duecento, con la sua architettura ci ricorda i più famosi castelli fredericiani dell'Italia meridionale.

La realizzazione dell'edificio dovrebbe essere avvenuta tra il 1242 ed il 1248 sotto la supervisione dell'architetto Riccardo da Lentini, con la collaborazione del figlio stesso dell'imperatore, Federico d'Antiochia. All'epoca la fortezza nasce fin da subito con un ruolo-chiave: presidiare l'Italia comunale ponendo un'imponente struttura militare a metà strada tra l'Italia padana (Vicenza, Mantova, Parma, Pavia, Milano ecc.) in perenne lotta contro l'Impero e quella Toscana divisa dalle lotte tra i ghibellini ed i guelfi, ostili alla corona germanica e fedeli al Papa.
L'architettura dell'imponente castello tiene conto in una certa misura dello stile romano-gotico con il quale si costruiscono cattedrali e chiese. Viene infatti rispettata la bicromia di bianco e verde, attraverso l'uso rispettivamente di calcare alberese e verde di Prato. La sua struttura è quadrata, con quattro torri ad ogni angolo, corrispondenti ai quattro punti cardinali. Tuttavia, in essa si intravedono i primi sprazzi rinascimentali, a testimonianza che il progetto, mai completato, intravede la svolta epocale che sta per avvenire in Toscana, della quale l'imperatore è intenzionato a cavalcare gli eventi.
La situazione politica, all'epoca, è particolarmente favorevole all'imperatore, che ha in Pisa una vicina e fedele alleata, in Firenze una città per il momento sotto il suo controllo del figlio, negli Alberti di Prato dei validi alleati e nella Toscana un'interessante punto dal quale iniziare la sua opera di "assolutizzazione" dell'Italia. Opera che rimarrà incompiuta poiché al sopravvenire della sua morte, nel 1250, la sconfitta di Parma contro una lega di comuni del nord Italia ha già ridimensionato i piani espansionistici della corona tedesca.
Una volta ristabilitosi il potere guelfo, al castello viene riservata una sorte beffarda. Diventa la prigione di quegli stessi ghibellini che ne avevano celebrato la costruzione. Il cassero viene completato dai Fiorentini i quali, in spregio ai suoi costruttori originali, vi pongono le tradizionali merlature guelfe. Gran parte di esso è stata abbattuta durante il fascismo, con lo scopo di creare una "via dei Fori Imperiali". Recentemente restaurato, il Castello dell'Imperatore è aperto al pubblico dal 1975.
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