Il comune di Pontedera è situato in prossimità della confluenza dell'Era sul fiume Arno, in provincia di Pisa. Ha una popolazione di circa 26000 abitanti e conserva pregevoli opere architettoniche, come il Duomo di San Faustino, il Palazzo Pretorio e la Torre dell'Orologio.
Il borgo è originario del XIII secolo e prende il suo nome dal ponte che attraversava all'epoca il fiume Era. Si configura fin da subito come uno dei baluardi pisani sul confine con La Repubblica Fiorentina e come tale si pone al centro di numerosi combattimenti, assedi e saccheggi. Il suo castello viene raso al suolo nel 1256, dopo una vittoriosa incursione di truppe lucchesi e fiorentine alleate tra di loro. Venti anni più tardi il centro è annesso ai territori fiorentini.
Nel XIV secolo Pontedera ritorna in possesso di Pisa e vive la sua fase medievale di più intenso sviluppo economico e demografico. L'alternanza tra Pisa e Firenze si ripete a cavallo dei decenni centrali del Trecento, periodo durante il quale i Pisani rifortificano la città. Nel 1361 scoppia l'ultima grande contesa del territorio tra Pisa e Firenze, a termine della quale, nel 1406, Pontedera è definitivamente annessa ai domini della Repubblica Fiorentina, sebbene partecipi all'insurrezione del contado pisano del 1431. In quell'occasione la città si schiera al fianco delle truppe milanesi di Niccolò Piccinino, ma la sua ribellione viene soffocata.
Per la città si avvia così l'epoca medicea, contrassegnata da povertà, epidemie e carestie, al punto che per ripopolarla i signori di Firenze sono costretti a concedere l'esenzione fiscale fino al 1534 per chiunque voglia andarvi ad abitare. Tuttavia, nel 1554, la città subisce un nuovo attacco da parte dell'esercito mediceo come punizione per aver ospitato un nemico storico del loro casato. La vicinanza all'Arno aiuterà la popolazione a risollevarsi nuovamente grazie all'agricoltura ed al commercio fluviale di bestiame. Nel 1565 Pontedera è una Podesteria con giurisdizione sui centri di Camugliano, Calcinaia, Gello, Montecastello, Pozzale e Ponsacco (quest'ultimo solo fino al 1637).
L'età granducale, con l'avvento dei Lorena a fine XVIII secolo, trasforma il borgo in uno dei punti di riferimento principali dell'economia della Val d'Era, fino all'annessione al Regno d'Italia, nel 1860. Negli ultimi decenni dell'Ottocento si inizia a consolidare una forte presenza industriale, in particolar modo legata alla CMM, fabbrica automobilistica che l'imprenditore Piaggio trasforma, a partire dal 1926, in uno stabilimento per produzione di aeroplani e mezzi militari. In seguito la Piaggio diventa una delle aziende produttrici di ciclomotori più famose nel mondo, cui si deve la nascita della celebre Vespa.