Ponsacco è un centro della provincia di Pisa, con una popolazione di circa 6000 abitanti e una ricca storia alle spalle. Visitando la città si possono ammirare la chiesa di San Giovanni e l'oratorio della Madonna della Tosse, mentre nelle vicinanze si trova la Villa Medicea di Camugliano.
Diverse interpretazioni si dividono sull'origine del toponimo locale. Molti lo collegano alla sua origine romana, correlandolo ad un "sacco di borgo", ovvero un saccheggio del piccolo villaggio avvenuto in epoca imperiale. Altri sostengano possa derivare da "Ponsanus", ovvero "Ponte della vecchia", o "Ponsa salis", in riferimento all'attività commerciale legata al trasporto del sale.
La sua prima apparizione, negli antichi documenti, è comunque datata 1197 e si riferisce ad atti notarili stipulati in località di "Pons Sacci". Conosciuto con tale nome, il castello cui corrisponde l'attuale centro si giova fin da subito di una vantaggiosa posizione strategica, posto com'è al confine tra la Repubblica Pisana e quella Fiorentina. Le continue scaramucce tra le due città per il suo possesso fanno si che il borgo venga fortificato molto presto. Nel 1341 la rocca di Ponsacco è l'unica a resistere ad un duro attacco dei Fiorentini, che fanno irruzione nel pisano per disturbare un'azione della repubblica marinara contro Lucca. Da allora il doge pisano sceglie Ponsacco come sua residenza.
In più di un'occasione la città è sottoposta ad assedi e saccheggi, fino a quando, nel 1406, non entra direttamente sotto il diretto controllo dei Fiorentini. Diventa in seguito sede di una Podesteria, con governatori provenienti da Firenze. Nel 1494 Ponsacco si ribella e torna a Pisa, ma la sua riconquista è solo una breve parentesi di un anno. Ripresa la città, i Fiorentini decidono di abbatterne porte e mura. La demolizione avviene nel 1509 e segna l'ingresso definitivo del borgo nell'epoca granducale della Toscana.
In epoca medicea (dal 1513 al 1737) il borgo viene designato come marchesato da Ferdinando II e affidato alla famiglia Niccolini. Diventa anche residenza del Commissario Feudale, carica giuridica simile a quella di podestà o vicario. La condizione del centro rimarrà tale dal 1637 fino al 1781. Successivamente il borgo, sotto l'egida dei Lorena, intensifica notevolmente le sue attività agricole e commerciali, anche attraverso numerosi interventi alla rete stradale voluti dai nuovi governatori. Numerose altre attività si sviluppano nel periodo dell'occupazione napoleonica (1801-14), tra le quali quella dei mobilifici, che sono anche al giorno d'oggi la risorsa economica più importante del comune.