Il comune di Pomarance si trova in provincia di Pisa, ad una altitudine di 370 metri s.l.m. ed ha una popolazione di circa 6000 abitanti. Al suo interno si possono ammirare le opere del Pomarancio custodite nella Chiesa di San Giovanni Battista, Palazzo Pretorio e la Rocca di Silano.
Posto sulle Colline Metallifere pisane, il borgo nella sua attuale configurazione ha origini medievali. Tuttavia, numerose testimonianze ci indicano che la zona è stata frequentata ed abitata ben 800 anni prima di Cristo. Nel 1912 sono stati rinvenuti numerosi antichi reperti risalenti al periodo Neolitico. Si tratta di una serie di tombe arcaiche che sono venute alla luce dopo alcuni scavi effettuati in località Arenicci, presso il podere Le Stoppiacce.
Nel 1956, invece, presso il podere La Colombaia, vengono restituiti dalla terra oggetti probabilmente appartenenti ad un corredo funebre, risalenti alla cosiddetta civiltà Villanoviana. Tracce di questa antico popolo, che ha preceduto il dominio etrusco-romano nell'Italia centrale, erano già state individuate nel 1889. Di particolare interesse è la "Stele di Larthi Atharnies", casualmente ritrovata nel podere Moscatelle e attualmente in mostra presso il Museo Archeologico di Firenze. Anche la civiltà etrusca non ha mancato di lasciare testimonianze della sua presenza. Nel 1934 altri scavi hanno permesso di trovare sotto la canonica della Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista a Pomarance alcune tombe etrusche del V-IV secolo a.C.. Altre sono state rintracciate nel 1969 a San Piero. Questi siti archeologici di straordinario interesse sono tuttora visitabili.
Poco si sa, invece, dell'etimologia del toponimo "Pomarance", se non che sia il risultato di varie denominazioni (Ripamaranci, Ripamarancie, Ripomaranci e Le Pomarancie) con le quali si menziona il castello medievale corrispondente all'attuale capoluogo. Secondo alcuni storici l'origine del nome è da attribuirsi al fatto che nella zona, nel Basso Medioevo, venivano coltivate le arance. Altri ancora sostengono che il termine provenga dal volgare "Ripa Marrazza" o "Ripa Marrancia", ovvero "rupe mancina", in riferimento alla sua posizione a sinistra del fiume Cecina.
Con il nome di "Ripamaranci" il borgo è menzionato in un racconto di un gruppo di seguaci di San Regolo, un degli evangelizzatori della Toscana provenienti dall'Africa, che vi fanno sosta verso la metà del VI secolo d.C. prima di raggiungere e colonizzare Volterra. Sicuramente Pomarance è uno dei più antichi fortilizi del volterrano, citato fin dal X secolo.
Conteso sempre tra comune e vescovado di Volterra, quest'ultimo appoggiato anche dalla corona tedesca, rimane comunque sotto l'egida dell'autorità laica fino al 1472. In quest'anno viene annesso ai domini della Repubblica Fiorentina, a seguito della sconfitta di Volterra per il possesso delle miniere di allume. Con l'avvento dei Medici e la nascita del Granducato, nel 1513, Pomarance acquisisce il suo status di comune indipendente e come tale si annette al Regno d'Italia, nel 1860.