Pienza Toscana

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Pienza

Pienza Toscana

La storia del comune di Pienza, che si trova in provincia di Siena ad un'altitudine di 491 metri s.l.m., è strettamente legata alla figura di Pio II, papa natio del piccolo borgo, che una volta salito al soglio pontificio ha voluto trasformare il suo piccolo paese in una splendida città rinascimentale.

Il primo insediamento nel territorio è una "curtis" chiamata Corsignano, le cui prime notizie risalgono al IX secolo. Tuttavia, l'antica pieve di Corsignano, oggi ancora visitabile, potrebbe risalire anche ad un secolo prima e può essere perciò considerata il nucleo intorno al quale si è sviluppato il primo abitato. Fino al XII secolo l'area è stata proprietà dell'Abbazia di San salvatore, che beneficia delle concessioni ottenute da ciascun imperatore. Successivamente si instaura nel territorio di Corsignano l'autorità senese.
Nel corso degli anni la Repubblica di Siena è costretta a stanziare un notevole presidio militare nell'area, per venire incontro alle continue incursioni da parte di Orvieto e Firenze, che occuperanno il borgo anche per alcuni anni nel Duecento. Nel 1330 Corsignano diventa sede di podesteria e un secolo più tardi di vicariato. Si afferma intanto sul borgo la famiglia possidente dei Piccolomini, dalla quale nasce, nel 1405, Enea Silvio, il futuro Pio II.
Nel 1458 Enea Silvio Piccolomini è eletto pontefice e da subito avvia l'opera di ricostruzione del suo paese natale, che verrà rifondato con il nome di Pienza. Il progetto di abbellimento dell'antico borgo viene affidato a Bernardo Gambarelli detto il Rossellino, del quale oggi sono visibile alcuni palazzi quattrocenteschi e la piazza Pio II, progettata dall'architetto. Punto centrale della città, la piazza è anche il luogo sul quale si affacciano la Cattedrale dell'Assunta e le architetture più imponenti. Per uno strano disegno del destino, sia il Papa che l'architetto muoiono nel 1464, senza potere godere a pieno dei frutti del loro lavoro.
Nel XVI secolo Pienza, diventato un centro economico ricco e vivace, diventa quindi oggetto delle incursioni di capitani di ventura e milizie toscane. Nel 1502, ad esempio, è saccheggiata da Cesare Borgia, mentre altri danneggiamenti derivano dal grave conflitto che vede opposti Siena e Firenze a metà secolo. Nel 1559 Pienza entra a far parte del Granducato mediceo, cui deve un periodo di rinnovata stabilità politica ed economica.
Nelle vicinanze del capoluogo si può anche ammirare il castello di Monticchiello. Nonostante la sua origine medievale, la fortezza ha segnato l'ultima pagina di storia del comune di Pienza. Nel 1944, infatti, è stata teatro di un duro scontro fra partigiani e truppe nazifasciste. I primi, anche grazie all'aiuto portato loro della popolazione, hanno qui riportato una delle più significative vittorie militari della Resistenza in Toscana.

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