Il comune di Piancastagnaio, posto ad un'altitudine di 772 metri s.l.m. e con una popolazione di circa 4000 abitanti, si trova in provincia di Siena. Il capoluogo è dominato dalla possente Rocca degli Aldobardeschi. Gli amanti della natura possono visitare, nelle immediate vicinanze, il Parco Naturale del Piggelleto.
Piancastagnaio è stato da sempre una delle basi dalle quali gli Aldobrandeschi hanno perseguito la loro politica di controllo sulla montagna grossetana. Dotato di una formidabile roccaforte, il paese è stato al lungo conteso alla nobile famiglia di origine longobarda sia dai monaci dell'Abbazia di San Salvatore che dai Visconti di Campiglia. Successivamente è entrato nell'orbita della Repubblica di Orvieto, che ne prende possesso nel 1303 dopo averne a lungo influenzato la vita politica.
Nel XIV secolo inizia ad affacciarsi sulla realtà di Piancastagnaio anche la Repubblica di Siena, che ingaggia una dura lotta con Orvieto a partire dalla metà del secolo. La città del palio riesce ad annettersi il territorio tra il 1415 ed il 1430, sventando anche i tentativi di inserirsi nel conflitto degli Aldobrandeschi e degli Orsini di Pitigliano. Sotto il controllo senese Piancastagnaio è inserito nel capitanato di Radicofani.
Dalla metà del XVI in poi tutti i domini senesi entrano a far parte del Granducato di Toscana. All'inizio del Seicento, per volontà di Ferdinando I, Piancastagnaio viene trasformato in un feudo e ceduto come marchesato a Giovanni Battista Bourbon del Monte, cui si deve la costruzione del possente palazzo appena fuori dalle mura. Per conoscere l'autonomia comunale, il paese dovrà attendere il riordino territoriale voluto dal Granduca Pietro Leopoldo di Lorena, che negli anni Settanta del Settecento sopprime il feudalesimo, nell'ambito delle sue riforme "illuminate" dell'ordinamento granducale.