Pieve di Santa Maria

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Pieve di Santa Maria

Pieve di Santa Maria

La Pieve di Santa Maria a Pian di Scò sorge sulla sommità del capoluogo ed è stato l'antico punto di riferimento per coloro che si sono stabiliti ad abitare su quella collina intorno al Mille. L'edificio, con tre absidi ed un campanile, è stato oggetto negli anni Sessanta di un ampio lavoro di restauro.

Come detto, la sua costruzione è sicuramente originaria degli anni intorno al Mille e precedente alla stessa fondazione di Pian di Sco'. È citata già a partire dal 1008, in un atto di donazione con il quale gli Ubertini, una delle potenti signorie feudatarie dell'aretino, ne concede il possesso all'Abbazia di Santa Trinità in Alpe. Per ciò che riguarda la giurisdizione spirituale è ormai accertato che la pieve sia fin da subito sotto il controllo diretto del vescovo di Fiesole.
Nel corso degli anni la curia fiesolana si è vista riconfermare la sua autorità sulla pieve di Santa Maria dalle bolle pontificie di Pasquale II, emanata nel 1103, Innocenzo II (1134) e Anastasio IV (1153). Tra il XII ed il XIII secolo il plebato di Santa Maria allarga notevolmente la sua giurisdizione. Al 1259 sono sotto le sue dipendenze numerose chiese, tra le quali anche la Badia di San Salvatore a Soffena, i cui parrocchiani debbono rivolgersi alla pieve di Sco' per portare i propri figli a ricevere il battesimo. Parte di queste "dipendenti" si staccano dalla sua giurisdizione intorno al XV secolo.
La facciata della chiesa, un tempo resa più piatta dalla presenza di un terrapieno, è stata restituita alla sua più originale visuale romanica grazie ad i lavori di restauro del 1966. Visitando l'interno si possono comprendere i motivi principali di interesse degli studiosi verso questa architettura. Si nota infatti una certa differenza di fattura tra la parte di pieve adiacente alla facciata, più decorata e curata, e quella prebiteriale, meno rifinita e più rozza.
Questo particolare ha tratto in inganno per anni i suoi osservatori, che hanno considerato la parte posteriore della chiesa come quella più antica. In realtà, a dispetto di ciò che si può vedere, sono la facciata e l'inizio della pieve le parti più antiche. Questo perché la pieve di Santa Maria è una delle poche che ha subito un maggior deterioramento nel retro, a differenza di molte altre che hanno necessitato, nei secoli, di interventi legati la crollo o al danneggiamento della facciata.
A metà parete di sinistra, sempre durante i restauri, è venuto alla luce un affresco, irrimediabilmente compromesso nella sua parte bassa. Si tratta di una "Madonna in trono con il Bambino in fasce". L'opera è stata attribuita a Paolo Schiavo, artista fiorentino di nascita, ma divenuto noto soprattutto per aver lavorato in molte chiese e cappelle del Valdarno Superiore.

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