La Villa Medicea dell'Ambrogiana, situata nei pressi di Montelupo Fiorentino è una delle più grandi residenze lasciate in eredità dai Medici, l'illustre casata che ha governato Firenze per secoli.
Nata inizialmente come residenza degli Ambrogi, viene successivamente rilevata dai Medici, che ne apprezzano la particolare vicinanza a luoghi di caccia e pesca sulla via per Pisa. Nel 1547 sono attivi i lavori destinati a trasformare l'edificio in una residenza lussuosa. Diventerà ben presto una delle mete preferite per i soggiorni vacanzieri di Cosimo III de' Medici, ma è con il suo predecessore Ferdinando I che si avvia un'autentica ricostruzione della villa, che prende il via nel 1587 sulle fondamenta dell'edificio preesistente.
L'impianto della villa fa presupporre che il suo progettista possa essere stato Bernardo Buontalenti, ma al di là di queste ricostruzioni, non si è mai riusciti ad identificare l'architetto che ha ideato e disegnato le ristrutturazioni. È accertato che i lavori sono inizialmente diretti da Raffaello Pagni e in seguito da Gherardo Mechini, a partire dal 1602. Oggi non più visibile è la grotta manieristica con giochi d'acqua, opera del Tadda. Come del resto è accaduto in altri edifici medicei, numerosi pittori sono stati impiegati per la decorazioni di muri e saloni. I lavori proseguono nel XVII secolo in prossimità della villa, con l'edificazione di una chiesa e un convento intitolato a San Pietro d'Alcantara.
Con l'arrivo dei Lorena, la Villa dell'Ambrogiana viene aggregata ai beni posseduti direttamente dalla casata, sebbene non si progettano particolari opere di abbellimento, fatta eccezione per alcuni lavori di manutenzione. Purtroppo la prossimità con l'Arno ha da sempre minato la bellezza del complesso, troppe volte soggetto alle alluvioni del fiume che hanno rischiato di comprometterne la struttura. Alla decadenza del luogo, nell'Ottocento, ha contribuito la decisione del Granduca Leopoldo II, di trasformarla prima in un carcere minorile e poi in un manicomio giudiziario.
Fortunatamente per la Villa, il suo destino ha subito un rovescio grazie all'intervento della Fondazione Michelucci, che si è impegnata nel recupero del complesso, che ha comportato dall'abbattimento delle mura di cinta, che hanno sempre isolato la villa da Montelupo, e un intervento di riqualifica del parco, che può essere adesso frequentato da coloro che sono desiderosi di godersi una passeggiata immersi nel verde e nella suggestiva cornice dell'Ambrogiana.