Il comune di Minucciano si trova in provincia di Lucca, al confine con quella di Massa Carrara. Posto ad un'altitudine di 697 metri s.l.m. e con una popolazione di circa 2400 abitanti, il comune è ricco di architetture storiche, come il castello, il santuario della Madonna del Soccorso, Palazzo Baldini e la pieve di San Lorenzo.
Il territorio di Minucciano si divide tra Lunigiana e Garfagnana ed è dotato perciò di una ricchezza botanica e paesaggistica del tutto particolare, legata da un lato alla natura delle Alpi Apuane e dall'altro da boschi, pascoli e campagne ben curate. In queste terre si collocano per primi i Liguri Apuani, assoggettati e cacciati poi dai Romani, che vanno a fondare il "castrum" corrispondente all'attuale capoluogo su un loro preesistente insediamento.
Il luogo si chiama a quei tempi "Saltus" ed è teatro di una storica battaglia tra Romani e Liguri condotta dal console Quinto Minucio nel II secolo a.C. . È probabilmente in onore di questo vittorioso condottiero che il paese cambia il suo nome in "Minucio". All'epoca delle invasioni barbariche il territorio di Minucciano viene attraversato da Goti, Franchi e Longobardi. In epoca altomedievale diventa infine un feudo dei Malaspina, potenti signori della Lunigiana.
Dopo il Mille il centro entra nei possedimenti lucchesi, attraversando la sua fase di massimo splendore. Durante questo periodo la città ha anche una sua valuta, il "Barbone Minuccianese", che si conia da solo. È un privilegio, questo, che viene concesso in genere a borghi e "comunitas" particolarmente ricche e tenute in grande considerazione dalle autorità per la loro importanza strategica ed economica.
Prima di avventurarsi nell'età moderna al fianco della Repubblica Lucchese, Minucciano viene temporaneamente dominata anche da Pisa, Firenze, i Visconti di Milano e gli Estensi di Ferrara. La sua definitiva e naturale collocazione politica è quella del Regno d'Italia, al quale viene annesso nel 1859.
Le principali attività che hanno contraddistinto l'economia minuccianese nei secoli sono state l'estrazione del marmo e la pastorizia. Grazie alla solidità della sua economia, il comune è riuscito ad attraversare indenne i due tragici terremoti che hanno sconvolto la Garfagnana nel 1837 e nel 1920. In occasione del primo gli abitanti di Minucciano hanno voluto dimostrare tutto il loro attaccamento a questa terra ricostruendo l'antica torre difensiva che sormontava il castello.