La Pieve di San Pietro si trova poco distante da Loro, in un piccolo borgo a 381 metri s.l.m. che si chiama Gropina. È originaria almeno dell'VIII secolo ed un antico documento apocrifo sostiene che essa sia appartenuta addirittura a Carlo Mango, fondatore del Sacro Romano Impero, nel 780.
La pieve viene quindi donata, sempre secondo l'atto apocrifo, al monastero emiliano di Nonantola. Ritroviamo notizie della chiesa nel 1016 e nel 1191, quando un altro imperatore, Enrico VI, ne concede i territori ad essa connessi ai conti Guidi, suoi fedeli feudatari, che ne hanno detenuto il possesso almeno fino all'inizio del XIV secolo. Successivamente si afferma nell'area il dominio diretto della Chiesa che, prima con Innocenzo VIII e poi con Leone X, ne accorda i benefici a diversi soggetti.
Dal 1515, comunque, Leone X, che è legato al Ducato mediceo di toscana essendo figlio di Lorenzo il Magnifico, ne trasferisce la proprietà al Capitolo della Metropolitana di Firenze. Della figura storica di questo Papa, la pieve conserva le tracce sull'architrave della porta. Vi è infatti inciso, accanto alla figura di un serafino, lo stemma di Leone X, datato 1522. La chiesa, prima di entrare nei possedimenti del Capitolo fiorentino, è stata infatti oggetto di alcune modifiche riguardanti la facciata. I lavori hanno interessato il portone d'ingresso e le bifore, che perciò non risultano perfettamente allineate.
Agli albori della sua esistenza, la pieve di Gropina beneficia della sua vicinanza alle grande vie di transito dei pellegrini. Si può sicuramente affermare che per lungo tempo è stato uno dei punti di riferimento del territorio di Loro, sia dal punto di vista spirituale sia, per quel che riguarda il borgo intorno ad essa, da quello economico. Tuttavia, in epoca tardomedievale e moderna il suo prestigio inizia lentamente a declinare e l'area limitrofa ad essa si spopola a tal punto che nel 1883, mentre l'economia di Loro inizia a riprendere vigore, nei dintorni di Gropina si contano meno di duecento abitanti.
L'interno della chiesa è diviso in tre navate (con la centrale più grande delle laterali), ciascuna delle quali è a sua volta attraversata da una fila di colonne dai capitelli riccamente decorati. Dalla navata di destra si può accedere alla cripta, recentemente restaurata e oggi visitabile. Proprio durante i lavori di recupero sono state scoperte le fondamenta di due chiese preesistenti e di strutture romane e longobarda.