Il comune di Londa, con i suoi 1500 abitanti, è uno dei più piccoli della provincia di Firenze, ma vanta origini antiche risalenti all'epoca degli Etruschi e tracce visibili del loro passaggio, come il Portico degli Etruschi. Inoltre Londa è conosciuta anche per il suo lago, un bacino artificiale sulle acque del Rincine.
Fin dal VI secolo a.C., Londa è stata un "pago" etrusco e da alcuni cippi sepolcrali rinvenuti si presuppone che possa aver luogo nei suoi dintorni una necropoli ancora inesplorata. Anche i toponimi di alcune località, come Rata, Rincine, Vierle, Vicorati si ritengono di origine etrusca. Dopo la conquista del Mugello da parte dei Romani, nel III secolo a.C., Londa è stata terra di passaggio dell'esercito cartaginese guidato da Annibale, che aveva attraversato le Alpi partendo dalla Spagna, con lo scopo di marciare su Roma. La via che attraversa Londa è all'epoca il miglior collegamento ad Arezzo, dove è accertata la presenza del celebre condottiero.
Intorno al Mille Londa entra a far parte dei possedimenti dei conti Guidi, cui si deve la costruzione e lo sviluppo del nucleo storico del capoluogo, edificato sulla confluenza dei fiumi Rincine e Moscia, L'origine del nome Londa è piuttosto curiosa. Essendo posizionato su di un'isola, il paese assume il nome de "L'Onda", ricordato anche nello stemma comunale. Di scarsa importanza strategica ed economica, il territorio viene acquisito da Firenze relativamente tardi, rispetto ad altre zone limitrofe. Dal 1375, proprio con l'ingresso nel dominio mediceo, Londa si sviluppa gradualmente, essendo l'unico borgo risparmiato dalle rappresaglie di Cosimo I contro i vecchi feudatari sconfitti.
Nel XVI secolo Londa è una Podesteria sotto la giurisdizione del Vicariato di Ponte a Sieve, mentre altre frazioni sono accorpate a quello di Poppi. Nel 1645 viene invece posta sotto il controllo della famiglia Guadagni. La riunificazione dell'odierno comune avviene nel 1766, per volere del Granduca Pietro Leopoldo di Lorena. Con un suo editto i cittadini sono autorizzati a prelevare materiali dagli antichi castelli medievali in rovina per costruire case coloniche. Ciò, se da un lato spoglia il territorio di Londa di alcuni beni storici di sicuro interesse, dall'altro incentiva l'agricoltura locale.
Il paese ha subito numerosi danneggiamenti sia con il terremoto del 1929 che con i bombardamenti del 1944, che causarono la distruzione del ponte, del palazzo comunale e di alcune abitazioni del centro storico. I due eventi hanno sicuramente influito sullo spopolamento e l'emigrazione di numerosi abitanti del comune.