Il comune di Licciana Nardi si trova in provincia di Massa Carrara, ad un'altitudine di 210 metri s.l.m. ed ha una popolazione di circa 4000 abitanti. Al suo interno si possono visitare i castelli in stile medievale di Bastia, di Monti, di Terrarossa e di Licciana Nardi.
L'area di Licciana ha rivestito di particolare importanza fin dall'antichità a causa degli intensi traffici commerciali che la attraversavano, muovendo da Aulla verso i valichi per il nord o la Grafagnana. Vi sono testimonianze archeologiche risalenti a ben quattromila anni fa. Si tratta di tre pietre scolpite, dette "statue-stele" il cui utilizzo ci è ancora ignoto.
Il nucleo abitativo originario sorge intorno all'XI secolo e si configura da subito come un centro commerciale attivo e vivace. Il Medioevo è contrassegnato dal dominio della famiglia Malaspina, che eredita il comando sulla zona dai Moregnano, esercitando il proprio potere nei secoli successivi. Al potente casato si deve anche la costruzione del castello, trasformato nel Cinquecento in una residenza signorile.
Il dominio dei Malaspina si protrae fino al 1797, anno in cui il generale Chabot, comandante delle operazioni di occupazione della Toscana sotto Napoleone, abolirà il feudalesimo. L'area subisce allora importanti e significative riforme, volte alla creazione di una sommaria uguaglianza sociale che è il cardine della rivoluzionaria politica napoleonica. Di fatto, però, il comune di Licciana non trae nessun particolare vantaggio dalla dominazione francese.
La Restaurazione del 1814 avvia un processo di grandi fermenti politici che rappresenta anche la fase saliente della storia di Licciana. Annesso dal Congresso di Vienna al Ducato di Modena, il comune non accetterà mai questa conbdizione, finendo in mezzo ad un lungo dissidio all'interno del territorio toscano governato dagli Estensi. Parte dei comuni allora assoggettati al ducato emiliano parteggiano infatti per il ritorno al Granducato di Toscana. Vi è però anche una nutrita schiera di città che parteggia per l'Unità d'Italia. Tra questi vi è Licciana.
A fianco di Ciro Menotti, figura centrale dei moti risorgimentali del 1831, vi è infatti la famiglia liccianese dei Nardi. Uno di loro, Anarcarsi, partecipa anche alla sfortuna spedizione dei fratelli bandiera, al termine della quale viene giustiziato insieme ai suoi compagni. È proprio per onorare il nome dei Nardi che Licciana, dopo l'Unità d'Italia, ha deciso di cambiare il suo nome.