Il complesso della Villa di Bellosguardo sorge in prossimità di Lastra a Signa. È stato realizzato negli ultimi decenni del Cinquecento e deve il suo nome alla sua particolare posizione di vedetta in cima ad un colle. Il suo parco rappresenta uno degli ultimi giardini tardo rinascimentali conservati in Toscana.
Il concepimento di Bellosguardo, in linea con le tendenze del tempo, avvenne con la progettazione di giardino e villa come elementi compenetranti di una stessa struttura, accomunati dagli stessi principi architettonici. Il progetto fu realizzato e portato avanti dell'architetto Giovanni Antonio Dosio, che pose la villa in cima all'omonimo colle e vi strutturò intorno il suggestivo parco, articolato in terrazzamenti, "selvaggi" (zone dove le piante crescono allo stato naturale), prati ed una "ragnaia", un boschetto dove potevano essere collocate reti per la cattura degli uccelli dette appunto "ragne".
La costruzione avvenne per volontà dell'abate Alessandro Pucci, rampollo di una famiglia nobile che si era attirata addosso le antipatie dei Medici a causa della partecipazione di alcuni suoi membri a congiure ordite contro i signori di Firenze. Ereditata la casa padronale dal nonno Francesco Guicciardini, Pucci volle farne una lussuosa dimora con parco, progettata secondo il gusto dell'epoca, per rinsaldare la sua posizione sociale e far rientrare la sua famiglia nella vita politica fiorentina.
I lavori ebbero inizio nel 1585. A parte l'architetto Dosio, vi presero parte anche Giovanni di Bastiano Balducci e Romolo del Tadda. Al primi fu affidata la realizzazione di un ciclo di pitture sulla facciata e nelle sale del palazzo, mentre il secondo si occupò della decorazione scultorea del parco, raffigurando una gran varietà di animali che dovevano rappresentare una similitudine tra questo ed il giardino dell'Eden. Sono andati perduti sia i dipinti della facciata che molte delle statue del Tadda. Si possono ancora ammirare un cammello, vicino all'ingresso sud, e opere di altri autori.
Alla morte dell'abate Alessandro gli succedette il fratello Roberto. Quindi la villa passò ad un altro ramo della famiglia e si arricchì di altre sculture. Nell'Ottocento fu acquistata dai Campi e nel 1906 divenne proprietà del noto tenore Enrico Caruso. Il cantante volle intervenire sulla struttura del complesso, per rendere simmetrici i due edifici che lo compongono, e arredò la villa con mobili pregiati. Nel XX secolo il possesso di Bellosguardo è cambiato molte altre volte fino al 1995, quando l'ha acquistato il comune di Lastra a Signa. Va reso comunque merito al conte de Micheli, che operò le ristrutturazioni che hanno restituito il giardino alla sua configurazione rinascimentale.