Quello di Lastra a Signa è uno dei centri commerciali e agricoli più vivaci della provincia di Firenze, specializzato nella produzione di vini D.O.C.G. Offre inoltre molti monumenti da visitare, come Villa di Bellosguardo, le mura dell'antico Castello di Lastra del XV secolo e il Battistero.
I primi insediamenti nell'area di Lastra a Signa risalgono all'epoca etrusco-arcaica, come dimostrerebbero i resti di un abitato di notevoli dimensioni trovati tra Lastra e Villa di Bellosguardo. In epoca romana sorgono numerosi borghi, tra i quali quelli di Malmantile e Bracciatica, lungo il tracciato che collega l'antica Florentia a Pisa.
Al di là del suo nucleo originale, lo sviluppo del borgo di Lastra avviene nell'Alto Medioevo, in corrispondenza della nascita della pieve di San Giuliano a Settimo, risalente al 742 e del castello e della chiesa di Gangalandi, rispettivamente dell'XI e del XII secolo. Di proprietà dei Cadolingi, esponenti della nobiltà pistoiese in cerca di fortuna nel fiorentino, il castello, del quale non si hanno notizie certe, è stato distrutto dai Fiorentini nel 1107 o più probabilmente dalle truppe di Castruccio Castracani nel 1326.
Gangalandi è l'antico nome di Lastra e figura come libero Comune già nel Duecento. Il piano di fortificazione del borgo è conseguente alla già citata devastazione di Castracani, ma i lavori, ai quali prenderà parte anche il Brunelleschi, non iniziano prima del Quattrocento e terminano nel 1426, quando a Lastra spetta ormai il ruolo di avamposto difensivo sulla via tra Pisa e Firenze. L'epoca è segnata dal contrasto tra carestie ed epidemie di peste che flagellano il contado lastrigiano e la costruzione di sontuose abitazioni signorili lungo le colline, operate dalle famiglie fiorentine.
Il ruolo strategico di Lastra a Signa costa un'altra tragica pagina al piccolo comune. Nel 1529 le truppe imperiali di Carlo V, nell'intenzione di tagliare a Firenze i rifornimenti da Pisa, cingono d'assedio e conquistano la cittadella, abbattendo le mura, non concepite per resistere ai colpi di artiglieria dell'esercito spagnolo. Il ritorno dei Medici, dopo la caduta della Repubblica Fiorentina, segna comunque la riorganizzazione dei traffici commerciali lungo l'Arno, a beneficio degli abitanti della zona. L'estrazione della pietra, la produzione laniera e l'attività manifatturiera aggiungono ricchezza e benessere a Lastra, che vive un periodo di prosperità lungo tutto l'arco del XVI e del XVII secolo.
L'Ottocento lastrigiano è segnato dall'ulteriore sviluppo dei commerci, lungo la nuova ferrovia e l'industrializzazione della lavorazione della paglia, altra antica tradizione artigianale locale, per la fabbricazione di cappelli. A ciò si affianca anche un'intensificazione dell'attività agricola legata alla coltivazione di grano, olivo e vite. Con la crisi del 1929 l'industria cappelliera chiuderà definitivamente i battenti.