Incisa Valdarno Toscana

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Incisa Valdarno

Incisa Valdarno Toscana

Il comune di Incisa Valdarno si trova sulla riva sinistra dell'Arno, a sud-est della prvincia di Firenze. Con i suoi 5.200 abitanti, ospita l'Oratorio del Crocefisso, il Museo d'Arte Sacra ed il Complesso Conventuale Santissimi Cosma e Damiano al Vivaio.

Il nome di Incisa sarebbe riferibile ad una peculiare caratteristica dell'Arno, ovvero le stratificazioni rocciose, che in latino venivano definite "saxa incisa", dovute all'azione erosiva dell'acqua. Nella zona extra urbana sono stati rinvenuti numerosi reperti riferibili agli Etruschi, ma ‘area è stata popolata in seguito anche dai Romani, che decidono di conquistare il Valdarno a causa della sua fama di zona ideale per il commercio e l'agricoltura.
Intorno al XII secolo si forma un piccolo borgo intorno ad un castello, che verrà fortificato una prima volta nel 1224, dai Fiorentini, per porre riparo alla pressione esercitata dalla vicina città di Figghine, l'odierna Figline Valdarno. Nel 1294 Incisa diviene anche un comune ed una Podesteria. Il centro, dal XIV secolo, è teatro di scontri sanguinosi. Si ricordano principalmente l'invasione dei Pisani e dei mercenari inglesi guidati da John Ackwood, nel 1363, e quella ancor più cruenta degli spagnoli, nell'ambito della loro campagna contro la repubblica Fiorentina, avvenuta nella prima metà del Cinquecento. Sono ancora visibili i resti di un ponte famoso per il leggendario episodio della giovane Lucrezia Mazzanti, che preferì suicidarsi gettandosi nel fiume, piuttosto che farsi catturare dalle truppe iberiche guidate dal principe d'Orange.
Vi è stata poi un'altra invasione, da parte delle truppe napoleoniche, all'inizio del XIX secolo, e culminata con la Restaurazione del 1814, quando i francesi abbandonano il Regno d'Etruria da essi fondato in Toscana e la regione torna in possesso dei Lorena. Dieci anni dopo, Incisa è aggregata al comune di Figline, insieme al quale autoproclamerà la sua annessione al Regno d'Italia, tramite un plebiscito. Risale al dopounità l'elevazione di Incisa a rango di comune indipendente e la sua attuale denominazione di Incisa Valdarno.
La città ha ospitato per un certo periodo anche il celebre letterato Francesco Petrarca, uno dei padri della lingua italiana e del "dolce stil novo", corrente poetica medievale della quale ha fatto parte anche il giovane Dante Alighieri. All'interno del castello, nella parte alta è ancora visibile la casa di suo padre, dove il poeta ha vissuto in gioventù. Poco fuori è possibile visitare una delle più antiche chiese del Valdarno, la Chiesa di San Vito a Loppiano, di cui è ben conservato l'impianto romanico.

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