Fosciandora è un piccolo centro della Garfagnana, in provincia di Lucca, che può contare su poco più di 700 abitanti. Nel suo territorio si può ammirare il Santuario della Madonna Della Stella, edificato nel 1662 sui resti di un'antica chiesa.
La sua collocazione nella storia medievale è analoga a quella geografica. Fosciandora è infatti terra di confine. Sia per Lucca, poiché è situata tra la Garfagnana e la vallata lucchese, sia per il nord della Toscana essendo un crocevia tra Massa, Lucca, Pisa, Firenze, Ferrara e Modena, città che si sono a lungo contese il suo possesso. Le sue travagliate vicende sono ancora testimoniate dai resti di fortificazioni e strutture difensive disseminati un po' ovunque lungo le cinque località che ne compongono il comune. Su tutti, vi sono le cinte murarie di Lupinaia e la Rocca di Ceserana (originaria del Mille), con al suo interno la chiesa romanica di Sant'Andrea.
Sebbene in molti ne abbiano desiderato il possesso, si può dire che il Medioevo fosciandorino sia stato contrassegnato dalla dominazione lucchese, affermatasi intorno al X-XI secolo. I sei centri (l'attuale capoluogo e le cinque frazioni) del comune fanno parte del vicariato di Castiglione di Garfagnana, come si apprende da un documento del 1308. Proprio il XIV secolo è però un'epoca di grandi cambiamenti per tutta l'area del lucchese, dove Fiorentini ed Estensi cominciano ad avanzare le loro pretese.
Nel 1451, quando il potere di Lucca è fortemente ridimensionato sotto l'egida fiorentina, l'area dell'odierno comune viene smembrata in due parti. Una, composta Lupinaia, Riana e Treppignano, rimane nei confini di Lucca, mentre l'altra, Migliano, Fosciandora e Ceserana finisce nell'amministrazione diretta di Firenze. Nello stesso anno le località vengono poi cedute al Ducato estense di Modena, andando a costituire la vicaria delle Terre Nuove.
Fosciandora ritrova la sua unità e la sua autonomia solo nel 1846, quando è ormai ad un passo dall'annessione al Regno d'Italia. Questa, e con essa la fine del Ducato di Modena, avviene nel 1859. Sempre nel XIX secolo, la diffusione della coltivazione della patata cambia radicalmente l'economia rurale del comune, che fino ad allora si era basata quasi esclusivamente sullo sfruttamento di boschi e pascoli per la raccolta di castagne e per l'allevamento di bestiame. Pur non avendo subito i contraccolpi dello spopolamento delle campagne, Fosciandora, a differenza di altri comuni toscani, non ha vissuto lo sviluppo industriale e la crescita demografica del dopoguerra.