Il Comune di Fivizzano, in provincia di Massa Carrara, può vantarsi di essere il primo centro italiano nel quale sia stata installata una stamperia, nel 1420. Situato nella Lunigiana orientale, ha una popolazione di circa 10000 abitanti. Nelle immediate vicinanze del capoluogo si trova il castello medievale della Verrucola.
I primi stanziamenti umani nella zona di Fivizzano risalgono probabilmente all'epoca romana, ma come nel caso di molti altri centri della Toscana le notizie documentate partono dal Medioevo. In quel periodo il borgo, prodotto dal castello della Verrucola, è un fiorente centro commerciale. Il centro gode infatti di una posizione molto privilegiata, che gli permette di imporsi come uno dei mercatali più attivi sulle vie traffici legati alla produzione agricola.
Nei secoli centrali del Medioevo esso appartiene ai domini dei Malaspina, il casato dominante della Val di Magra, prima di soccombere, nel 1316, all'assedio di Castruccio Castracani. Nel 1404, dopo che i Malaspina avevano ripreso il controllo, il borgo viene annesso ai domini di Firenze. Lo storico casato lascia in eredità al borgo il potenziamento del castello, realizzato nel XIV secolo con l'aggiunta della cinta muraria ed alcune torri. La potenza della rocca declina però inesorabilmente nel 1481, a seguito di un terremoto che ne compromette la struttura e dell'avvento dei Medici, più inclini a preoccuparsi delle difese dell'area mercantile che non del castello stesso.
Fivizzano si trova dunque molto presto governata dai Medici, cui deve parte della sua attuale conformazione. Le mura della città, infatti, risalgono al 1540, quando vengono fatte erigere da Cosimo I. La fortificazione del borgo risponde alle precise esigenza di salvaguardare l'importanza dei suoi commerci, dopo le incursioni ed i saccheggi di Carlo VIII nel 1494 e degli Spagnoli nel 1537. Con l'innalzamento della cinta, di fatto, Fivizzano sancisce la fine dell'instabilità politica nel suo territorio. Nel Cinquecento, inoltre, sorge l'Accademia degli Imperfetti, una delle culle dell'Umanesimo rinascimentale nella Toscana settentrionale.
Il palazzo di Labindo, la sua tomba e la fontana barocca che campeggia nella piazza sono invece opera di Cosimo III, che ne ha ordinato la realizzazione intorno al 1683. Nel Settecento, con l'avvento degli Asburgo-Lorena alla guida del Granducato di Toscana, Fivizzano viene penalizzato dalla riorganizzazione territoriale finendo sotto l'amministrazione di Pontremoli. Segue quindi le sorti della regione, passando per la dominazione napoleonica, la Restaurazione che riporta i Lorena al potere e, infine, l'Unità d'Italia, grazie alla quale ritroverà la sua autonomia comunale.