Oltre 400 reperti, molti dei quali visibili al pubblico per la prima volta, provenienti in massima parte dall'Antiquarium della Soprintendenza Archeologica di Pompei e dai depositi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Nel primo secolo dopo Cristo nelle città vesuviane e in molti altri centri dell'impero romano si verificò una notevole produzione e un ampio commercio di oggetti in vetro.
In realtà questa diffusione si dovette ad una importante innovazione tecnica legata soprattutto a precise indagini sperimentali ed in particolare al perfezionamento della tecnica della soffiatura.
Nel rinascimento questi studi vennero riscoperti, tanto che il vetro romano si trasformò in fonte di ispirazione per la soluzione di problemi teorici, e per il conseguente progresso scientifico.
Il percorso espositivo della mostra che si tiene a Firenze dal 27/03/2004 al 16/01/2005 tende a mettere in evidenza come siano esistiti uomini capaci di realizzare con il vetro strumenti che hanno contribuito significativamente allo sviluppo della scienza e della tecnica, in qualche modo legando tra loro le capacità dell'artigiano e l'inventiva del filosofo/scienziato.