Civitella in Val di Chiana Toscana

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Civitella in Val di Chiana

Civitella in Val di Chiana Toscana

Il comune di Civitella in Val di Chiana si trova in provincia di Arezzo, ad un'altitudine di 280 metri s.l.m., ed ha una popolazione di circa 8000 abitanti. Una visita a questo interessante centro permette di ammirare la Rocca, il trecentesco Palazzo Pretorio e la chiesa di Santa Maria, del XIII secolo.

Alcuni rinvenimenti archeologici hanno dimostrato l'origine etrusca del primo insediamento di Civitella e il successivo arrivo nella zona dei Romani. Le fortificazioni longobarde altomedievali della Val di Chiana sorgono probabilmente su questi nuclei originari. Tra queste vi è la Rocca di Civitella, posta su di un rilievo collinare che permette il controllo dell'area sottostante e di alcuni passi che fungono da collegamento con altri villaggi fortificati.
Giovandosi di una posizione intermedia tra vallate e tracciati vecchi e nuovi, il territorio di Civitella si arricchisce, tra il IX e l'XI secolo, della presenza di pievi, monasteri e strutture ospitaliere. Il castello, con la sua posizione geograficamente dominante, assume così un'importanza di sempre maggior rilievo e viene posto sotto il controllo del vescovado di Arezzo, dopo il Mille. Il feudo di Civitella diviene presto capoluogo del Viscontado di Val d'Ambra, la parte di territorio sotto il diretto controllo della curia aretina.
Nel XIII secolo si susseguono le battaglie tra guelfi e ghibellini per il possesso della fortezza, che viene anche rasa al suolo e poi ricostruita nel 1272 per volontà del vescovo Guglielmino degli Ubertini. La vittoria dei Fiorentini nella battaglia di Campaldino del 1289 consegna Civitella nelle loro mani. Nel 1311 il vescovado di Arezzo riesce a riprendersela attraverso la stipulazione di un trattato di pace con l'imperatore Enrico VII, sottraendo il borgo alle sanguinose lotte tra fazioni che dilaniano la Toscana.
Civitella entra definitivamente nei domini della Repubblica Fiorentina nel 1384, diventando una podesteria. Verso la metà del XVI secolo la città si deve difendere, con successo, dall'assalto dei Senesi capitanati da Pietro Strozzi. Decisivo è l'apporto delle truppe medicee comandate da Paolo da Castello. In epoca granducale, più precisamente nel 1774, la podesteria di Civitella assume lo statuto di "comunitas" autonoma nell'ambito delle riforme territoriali volute dal Granduca Pietro Leopoldo di Lorena.
Nel 1860 la città entra a far parte del Regno d'Italia, con il quale condividerà la drammatica sorte delle due guerre mondiali e della dittatura. Particolarmente cruento è il periodo dell'occupazione nazifascista, durante il quale Civitella, insieme a Cornia e San Pancrazio, sarà vittima dell'efferata strage operate delle milizie di Herman Göering. Nel solo capoluogo vengono trucidati 115 civili, il 29 giugno 1944.

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