Il comune di Chiusdino si trova in provincia di Siena, ad un'altitudine di 564 metri s.l.m., ed ha una popolazione di circa 2000 abitanti. All'interno della città si possono ammirare la chiesa di San Sebastiano, il castello di Miralduolo, la chiesa della Compagnia di San Galgano e Palazzi Lenzi.
Alla nascita di Chiusdino sembra precedente l'edificazione dell'abbazia benedettina di Santa Maria, sorta nel 1004, sebbene vi sia con tutta probabilità un "castrum Clausini" nelle vicinanze, ubicato in cima ad una collina. Il primo abitato vero e proprio si sviluppa su di un dorsale di questa collina e diviene ben presto un importante punto strategico, fedele al vescovato di Volterra fino al 1215, anno nel quale cade in mano a Siena.
Posta nelle vicinanze della via Francigena, attraverso la quale scorre un fiume umano di pellegrini diretti a Roma dagli angoli più remoti dell'Europa settentrionale, oltre che del commercio e dell'attività ospedaliera, Chiusdino si avvale anche dell'industria estrattiva. La sua è una terra contesa tra Papato, che vanta sull'area un presunto atto di donazione di Matilde di Canossa, e Impero. Poi diventerà teatro di scontro tra Siena, che ambisce alle sue miniere, ed il vescovo di Volterra Pagano Pannoschieschi. Dopo un lungo assedio, l'ecclesiastico è costretto a rinunciare alle sue pretese su Chiusdino ed altri castelli, mentre si apre una stagione di nuova espansione, che porterà il centro alle sue attuali dimensioni già entro il XV secolo.
Durante la Guerra di Siena, nel 1554, il paese viene occupato dai francesi e dalle truppe imperiali, e finisce con l'essere annessa, tre anni dopo, al Granducato di Toscana. L'esito si rivela tutt'altro che sfortunato per chiusdino, visto che nel 1776, proprio per volere dei Granduchi di Lorena, assume lo status di libero comune.
Il paese vanta anche di essere terra natale di San Galgano, curioso personaggio nato il 1148, di cui si conserva ancora la testa, come sacra reliquia, nella Propositura di San Michele. Del mistico cavaliere eremita, il paese ha mantenuto anche la casa, una piccola costruzione in stile romanico tuttora visitabile. La leggenda narra che dopo aver condotto una vita dissoluta, Galgano viene condotto sulla retta via da una visita dell'arcangelo Gabriele. Al santo, fondatore dell'abbazia che porta il suo nome, si attribuisce un miracolo avvenuto intorno al 1180. Schernito dai suoi vecchi compagni d'arme, conficca la sua spada in una roccia così profondamente che rimane in superficie solo la sua elsa, formando una croce. Muore un anno dopo, all'età di 33 anni.