La casa di Boccaccio

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La casa di Boccaccio

La casa di BoccaccioNella parte storica di Certaldo è gelosamente custodita la casa di Giovanni Boccaccio, uno dei padri della lingua italiana, autore del "Decamerone". La casa è oggi sede del Centro Nazionale di Studi sul Boccaccio.

Ricostruita dopo l'ultima guerra mondiale, a seguito di notevoli danneggiamenti dovuti al conflitto, la casa è stata probabilmente riedificata già una volta nel XV secolo. La ricostruzione è avvenuta comunque nella maniera più scrupolosa e nel rispetto totale della struttura originaria. Merito dei certaldesi e dell'affetto che provano per il loro illustre concittadino, cui dedicano anche una rassegna di disegni di autori contemporanei e il "Premio Boccaccio", per scrittori apprezzati dalla critica. La casa, oggi, ospita anche un museo ed una ricca biblioteca.
Giovanni Boccaccio nacque a Firenze nel 1313, figlio illegittimo di un mercante, e trascorse parte della sua gioventù a Napoli, al seguito del padre, dove compì studi mercantili e bancari e partecipò attivamente alla vita mondana (gli si attribuì anche una relazione con una figlia illegittima del re) e culturale della città. Quest'esperienza lo segnò decisivamente, tanto che decise di abbandonare la sua attività e intraprendere la carriera letteraria, avviandosi agli studi umanistici e storici. Nel 1334 esordì con la "Caccia di Diana", un poemetto erotico subito seguito dal "Filostrato", la sua prima opera narrativa.
Richiamato a Firenze, scampò alla peste del 1348 e due anni dopo conobbe Francesco Petrarca, altro celebre poeta stilnovista. Tra i due nacque un sodalizio che si protrasse fino alla loro morte. Nella città toscana Boccaccio ottenne anche incarichi diplomatici, come quello di ambasciatore in Baviera, nel '51. Nel 1360 fu consacrato sacerdote e successivamente si recò ad Avignone, come ambasciatore presso la Santa Sede. All'inizio degli anni Settanta si ritirò nella sua abitazione di Certaldo, dove si spense nel 1375.
La sua opera, quando fu in vita, non ebbe riconoscimenti particolari. Eppure al giorno d'oggi il "Decamerone", una raccolta di racconti scritti tra il 1349 e il 1351, è considerato come uno dei massimi punti di riferimento della letteratura medievale italiana, nonché l'anticamera per eccellenza di quella rinascimentale. Il libro narra di un gruppo di giovani che, sfuggiti alla peste e accampati fuori città, si raccontano a turno delle novelle. Il carattere umoristico e i riferimenti all'erotismo del tempo ostacolarono molto la diffusione di quest'opera, che venne censurata e accusata di immoralità in molte epoche.
La critica apprezza il "Decamerone" soprattutto come opera che offre uno spaccato di vita del Trecento ed un ampio panorama di figure che, attraverso l'ironia e l'acume che le contraddistingue, riescono a sfuggire alla miseria, ai problemi e alla sorte che si accanisce su di loro. Le ambientazioni descritte, inoltre, ci rappresentano le città del Medioevo e la vita che brulicava intorno ad esse. Vero e proprio paladino del trionfo delle passioni e dell'intelligenza, Boccaccio rappresentò in maniera piuttosto inusuale sia l'amore, non certo ritratto come sentimento angelico, che il clero, ben al di là della tradizionale concezione delle figure ecclesiastiche come modelli di misticismo e moralità. Spalancò così le porte al Rinascimento.
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