Villa Medicea

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Villa Medicea

Villa MediceaIl complesso della Villa Medicea è immediatamente vicino all'antica riserva di caccia della famiglia Medici, una dinastia che ha regnato a lungo su Firenze e il cui nome è legato a tutti i principali fatti e personaggi storici del Rinascimento fiorentino.

La realizzazione dell'edificio, nato per volontà di Cosimo I de' Medici, viene commissionata all'architetto Davide Fortini. La villa è stata eretta su ciò che rimaneva del castello dei Guidi, signori feudali di Cerreto. I lavori sono svolti tra il 1564 e il 1567, con l'impiego forzato di muratori, scalpellini, falegnami e semplici contadini provenienti da tutto il circondario. Per erigere la sua residenza, Cosimo I non esita a far demolire le torri del borgo, appropriandosi così del materiale utile per la costruzione.
Indubbiamente è la grande passione per la caccia che spinge il Granduca a fabbricare una villa nella località di Cerreto, a ridosso della sua riserva privata e molto vicino al Padule di Fucecchio, vero e proprio paradiso degli uccelli acquatici. Sono attribuite all'ingegno di Bernardo Buontalenti le rampe che ne costituiscono la base. Vengono chiamate inspiegabilmente "ponti", così come la corte della villa è indicata come il "prato". Probabilmente si tratta di toponimi ereditati dalla Rocca dei Guidi.
La Villa è rimasta di proprietà dei Medici fino all'estinzione della casata, che corrisponde pressappoco all'arrivo dei Lorena in Toscana. Questi la rilevano per poi rivenderla nel 1781 alla famiglia Tonini, proveniente da Pescia, che possiede già una buona porzione di territorio del Padule di Fucecchio. Dopo numerosi cambi di proprietà la villa viene rilevata dall'ingegner Galliano Boldrini, che la dona allo Stato a patto che venga allestito un museo al suo interno.
Oggi il Museo della Villa Medicea è aperto al pubblico ed ospita numerosi ritratti dell'illustre famiglia, mobili e affreschi di svariate epoche e arazzi del Settecento. È inoltre in fase di progettazione un Museo Storico della Caccia. I visitatori che affluiscono al complesso mediceo possono anche vedere la camera dove nel 1576 si consumò l'omicidio di Isabella de' Medici, la figlia del Granduca, ad opera del marito Paolo Giordano Orsini. Si tratta di un episodio avvenuto per gelosia che nel corso degli anni è stato molto approfondito dalla letteratura romanzesca.
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