La battaglia di Montaperti, combattuta nel 1260 a pochi chilometri da Castelnuovo Berardenga, è la pagina più gloriosa della storia medievale di Siena. Alcuni storici affermano addirittura che il Palio che si svolge nella città sia stato istituito proprio per celebrare la vittoria di ottenuta su Firenze in quell'occasione. Anche Dante volle citarla nella Divina Commedia.
Nel 1260 il territorio della Repubblica di Siena godeva di un periodo di grande prosperità, potendo sfruttare la sua vicinanza alla trafficata via Francigena, che conduceva un grande numero di pellegrini del nord europa a Roma. Grazie a dazi, commerci ed all'attività alberghiera, la città toscana si era notevolmente arricchita, ponendosi in attrito con Firenze. Per tutta la prima metà del Duecento la Firenze guelfa, autonomista e filopapapale, e la Siena ghibellina, sostenuta invece dagli imperatori tedeschi, si combatterono numerose volte. La battaglia di Montaperti non fu l'epilogo finale, ma segnò l'ultima grande affermazione dei ghibellini prima del loro definitivo tramonto.
Firenze si presentò allo scontro forte delle simpatie del re di Francia, Carlo I d'Angiò, e della Lega Lombarda, oltre che del sostegno del pontificato romano. Da parte sua, Siena godeva dell'appoggio del casato imperiale degli Svevi e delle città toscane di Pisa, Arezzo, Montepulciano e Montalcino. Il "casus belli" grazie al quale Firenze si decise a muovere guerra fu la trasgressione di un precedente accordo, nel quale Siena si impegnava a non accogliere banditi ed esuli provenienti da Firenze. Siena lo aveva violato in virtù del patto di mutua assistenza che sussisteva tra i ghibellini di ogni località. Il conflitto esplose durante le operazioni di conquista del grossetano operate da ghibellini e cavalieri tedeschi per conto della città del Palio.
Inizialmente un esercito di 30000 guelfi pose d'assedio Siena. Cacciati dopo un mese, i fiorentini riversarono le loro attenzioni sulle aree interessate dalla via Francigena, prendendo Montepulciano e Montalcino. Rinfrancati da questi successi, i guelfi decisero di muovere nuovamente su Siena. Quello che non sapevano era che una squadra di infiltrati ghibellini, cui faceva capo il celebre Farinata degli Uberti, lavorava dall'interno per impedire la loro vittoria. Fu così che il 4 settembre del 1260, i senesi intrappolarono i loro nemici a Montaperti, chiudendo loro la fuga della via Francigena e costringendoli alla battaglia. Il tradimento dei ghibellini fiorentini fece presto volgere la vittoria in favore di Siena. Paradossalmente, fu la fortuna di Firenze. Se i senesi avessero vinto da soli, probabilmente avrebbero raso al suolo la città del giglio.
La vittoria, inoltre, costò molto ai senesi. Vennero tutti scomunicati e per tale motivo, in base alle consuetudini dell'epoca, i commercianti stranieri poterono rifiutarsi di pagare le forniture e i debiti nei confronti dei mercanti di Siena. All'apice della sua potenza militare, Siena iniziò immediatamente anche il suo rapido declino, che si materializzò nella sconfitta di Colle Val d'Elsa del 1269. Con questa si ripristinò la supremazia di Firenze e dei guelfi sulla Toscana e l'Italia centrale.