Il comune di Castelfranco di Sotto sorge sulla riva destra dell'Arno, in provincia di Pisa. Ha una popolazione di circa 11.000 abitanti ed è ricco di monumenti quali la chiesa di San Lorenzo Martire, la Villa Campanile del XVIII secolo e la Collegiata di San Pietro, del XIII secolo.
L'origine del borgo viene comunemente collocata nel XII secolo, ma la sua fortificazione è di un secolo più tardi. Con l'estinzione dei conti Cadolingi, feudatari del luogo, il territorio passa sotto la signoria del comune di Lucca, che provvede ad erigere la prima cinta muraria. Principale punto di riferimento per i suoi futuri abitanti sarà la pieve di Santa Maria a Monte, che controlla alcune chiese dei villaggi vicini: San Pietro a Vigesimo, San Michele in Caprugnana, San Bartolomeo a Paterno e San Martino in Catiana.
La derivazione del toponimo di Castelfranco è da attribuirsi alla sua funzione principale, ovvero quella di accogliere gli abitanti di quei paesi limitrofi, devastati dalle scorrerie dei banditi e dalle lotte tra Pisa, Lucca e Firenze, o tra guelfi (favorevoli alla chiesa) e ghibellini (sostenitori dell'impero). Lucca ha inoltre grande interesse a procurarsi un bastione difensivo lungo il confine con Pisa. Nasce così questo castello "franco", che nel gergo di allora vuol dire aperto a tutti coloro che vogliano costruirvi la propria casa e fondare lì un'attività.
Pur conservando la sua struttura di "castrum" di origine romana, ancora oggi visibile, il centro viene cinto da possenti mura, sulle quali si aprono quattro porte e vengono elevate ben sedici torri. Questo imponente complesso difensivo viene messo duramente alla prova nel corso del XIII e del XIV secolo, quando subisce attacchi dai condottieri ghibellini Guido Novello, Uguccione della Faggiola e Castruccio Castracani. In quest'epoca travagliata Castelfranco gravita alternativamente nell'orbita lucchese e pisana, fino alla decisione di dotarsi di amministrazioni politiche autonome e indipendenti.
Dopo il 1330 si consolida nel Valdarno la presenza fiorentina, alla quale il comune si assoggetta spontaneamente, traendone numerosi vantaggi. Nel 1333, ad esempio, una violenta alluvione dell'Arno abbatte le sue mura e saranno proprio i Fiorentini a ripristinarle, nel 1424. Con il XVI secolo avviene la resa definitiva di Pisa a Firenze e si avvia per Castelfranco un'epoca di pace e prosperità, sotto il dominio ormai rinsaldato del Granducato di Toscana. Commercio e navigazione fluviale incrementano il volume d'affari del borgo, che diventa presto Podesteria e quindi "comunitas" autonoma, nel 1774. Con l'Unità d'Italia, alla quale si annette nel 1859, Castelfranco vede aumentare il suo territorio fino alle attuali dimensioni.