Il comune di Castelfranco di Sopra si trova nel versante valdarnese del Pratomagno, in provincia di Arezzo. Posto ad un'altitudine di 281 metri s.l.m., ospita circa 2000 abitanti. All'interno del suo territorio si possono ammirare la Torre, l'oratorio di San Filippo Neri costruito nel XVIII secolo, e la chiesa di San Tommaso del XVII secolo.
In origine, laddove oggi sorge il capoluogo vi è il castello di Soffena (o Sofena). Sulla fine della rocca non si hanno notizie precise ma si sa che il suo nome viene ereditato da un'abbazia eretta intorno al 1090 circa, gestita dall'ordine vallombrosano. Nel XII secolo la badia di san salvatore a Soffena è stata oggetto di una lunga contesa tra i frati stessi e Renuccino di Ranieri, signore di Faella spalleggiato dall'imperatore Federico I. Poi si è cominciata ad imporre nell'area Firenze.
L'attuale centro viene invece fondato dalla Repubblica Fiorentina nel 1299 e il suo nome trae probabilmente origine dall'editto che rendeva il paese "franco", ovvero libero da vincoli di tassazione ed altri oneri per alcuni anni. Questo genere di leggi venivano usualmente emanate dai Fiorentini per convincere le popolazioni rurali a stabilirsi in queste "terre nuove". Il principale motivo della costruzione di Castelfranco, sorto sui ruderi del castello di Soffena, è contrastare le signorie rurali che imperversano nella bassa Toscana.
Il XIII secolo, infatti, è caratterizzato dai violenti scontri tra Repubblica Fiorentina e aristocrazia feudale. L'area di Castelfranco in particolare è interessata dalle operazioni di saccheggio e guerriglia degli Ubertini, dei Guidi e dei Pazzi, per nulla rassegnati a vedere sfumare i loro antichi domini sul contado aretino. Fin da subito, perciò, il borgo sorge munito di imponenti strutture difensive, si popola nel giro di pochi anni grazie alle esenzioni fiscali e si mette a capo della Lega di Castelfranco, al fianco di Firenze.
Eliminato il problema dei potenti nobili, le cui aspirazioni vengono fortemente ridimensionate dalla potenza bellica fiorentina, Castelfranco si trasforma in un mercatale, sfruttando la sua posizione sulla strada di raccordo tra Pratomagno ed il Valdarno. Nel XIV secolo il borgo diventa anche capoluogo di podesteria, con giurisdizione anche sulla limitrofa zona di Pian di Sco'. Come tale entrerà a far parte del Regno d'Italia, nel XIX secolo.
In età granducale non si segnalano particolari fatti riguardanti il comune di Castelfranco. L'avvento dei Lorena, un ramo degli Asburgo chiamato a governare la Toscana dopo l'estinzione dei Medici, segna però la fine della plurisecolare Badia di San Salvatore. Soppressa e smembrata, la proprietà dell'abbazia viene divisa in due fattorie, i cui abitati sono ricavati dalla vecchia chiesa e dal convento.