Castel San Niccolò Toscana

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Castel San Niccolò

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Castel San Niccolò Toscana

Il comune di Castel San Niccolò, la cui origine è legata alla nascita della rocca dei conti Guidi nel XIII secolo, si trova in provincia di Arezzo. Posto ad un'altitudine di 380 metri s.l.m., ha una popolazione di circa 2000 abitanti, distribuita in innumerevoli villaggi medievali.

Come abbiamo già accennato, il borgo nasce e si sviluppa nel Duecento, intorno al castello dei conti Guidi, affermatosi intono al 1214 come dimora dei potenti feudatari fino alla metà del XIV secolo. Successivamente, nel 1349, gli abitanti del centro si consegnano al dominio della Repubblica Fiorentina, dopo essersi sollevati contro Galeotto Guidi ed aver dato vita ad una rivolta popolare.
Da allora l'attuale comune viene diviso nei plebati di Vado (composto dalle odierne frazioni di Borghi di Strada, Terzelli, Prato, Rifiglio, Spalanni, La Torre e La Selva), Garliano, San Pancrazio (Borghi di Cetica Santa Maria, San Pancrazio, Pagliericcio, Pratarutoli, Trebbio, Le Lastre, Valgianni e Barbiano) e Cetica Sant'Angelo. Tutte queste "comunitas" che sorgono dopo la cacciata dei Guidi mantengono la loro autonomia amministrativa fino alle riforme granducali volute da Leopoldo di Lorena.
Il comune di Castel San Niccolò, con capoluogo a Strada in Casentino, nasce quindi nel 1776. Ai suoi territori vengono aggiunti Borgo alla Collina e Montemignaio, prima che quest'ultimo si separi nuovamente ottenendo il suo statuto autonomo nel 1808. In seguito al suo ingresso nel regno d'Italia (1859), il comune di Castel San Niccolò viene annesso alla provincia di Arezzo. Nel 1868 si completa la sua attuale estensione territoriale con l'aggiunta dei borghi di Caiano, Ristonchi, Battifolle e Vertelli.
Una simile varietà di località ha consegnato al comune un ricco patrimonio artistico e culturale. Da segnalare la pieve di San Martino a Vado, chiesa romanica dell'XI secolo perfettamente conservata, la cui realizzazione si deve alla celebre contessa Matilde di Canossa. Nel capoluogo si può invece ammirare la Cappella del Crocefisso, che prende il suo nome un Crocefisso con ai lati Madonna e San Giovanni, conservato al suo interno. L'opera, risalente al 1439, è un affresco che secondo la leggenda è stato realizzato da un prigioniero, utilizzando pezzi mollica di pane.

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