All'interno del comune di Castagneto Carducci, 8000 abitanti in provincia di Livorno, si possono ammirare il castello che fu dei conti della Gherardesca e il Palazzo Espinassi Moratti, un tempo residenza del celebre poeta Giosué Carducci, del quale il comune ha voluto ereditare il nome.
Le fonti storiche concordano nell'attribuire la nascita del primo borgo di Castagneto alla presenza dei conti della Gherardesca. Questa è attestata nell'area fin dal 754, anno nel quale il nobile longobardo Walfredo, capostipite del casato, fonda il monastero di San Pietro in Palazzuolo, che incamera Castagneto ed altri territori nelle sue proprietà. Un documento del 1161 conferma il legame politico tra Castagneto ed i suoi conti.
I Della Gherardesca spadroneggiano sui loro feudi anche successivamente alla loro acquisizione da parte di Pisa, che si riserva di esercitare sul contado il potere giuridico, demandando ai conti gli altri oneri e diritti. Solo all'inizio del Quattrocento, quando la Repubblica Pisana cade in mano a Firenze, si può ipotizzare conclusa l'epopea dei Della Gherardesca. Dal 1421 Castagneto viene proclamata "comunitas" autonoma, mentre l'autorità sulla giustizia di tipo penale è affidata al vicario di Campiglia.
I conti riescono comunque a mantenere i loro diritti di signoria e ben presto a farsi eleggere vicari di Campiglia, rimanendo di fatto al timone di Castagneto e degli altri centri. Tuttavia, Castagneto si è ormai dato i suoi statuti autonomi e a partire dal XVI secolo si moltiplicano le dispute tra municipio e i Della gherardesca sugli antichi diritti feudali, che gli abitanti del borgo sono sempre meno inclini a riconoscere. Malgrado le concessioni dei conti, nel Settecento il conflitto si inasprisce sempre di più, chiamando in causa il Granduca in persona, che nel riordino territoriale del 1776 crea la "comunitas" di Gherardesca, unendo Castagneto a Bolgheri e Donoratico.
Scontenti di questa nuova sistemazione, che conferma i diritti dei conti, i castagnetesi si caratterizzano nell'Ottocento come popolo rivoltoso e assai attivo nell'ambito dei moti risorgimentali. Violano continuamente i divieti imposti dai Della Gherardesca e si sollevano in numerose occasioni, come quella per il possesso dell'oratorio di San Sebastiano, accordato alla fine al comune. Tra i promotori delle azioni contro i conti, che si arresteranno solo con l'ingresso nel Regno d'Italia del 1860, figura anche Michele Carducci, padre del poeta Giosué. Il comune, ritrovata nel 1907 la sua antica e amata denominazione, ha deciso di aggiungere ad essa l'illustre cognome.