Casale Marittimo Toscana

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Casale Marittimo

Guide ed informazioni per le vacanze ed il turismo

Casale Marittimo Toscana

Il comune di Casale Marittimo, in provincia di Pisa, è situato ad un'altitudine di 214 metri s.l.m. ed ha una popolazione di circa 1000 abitanti. I suoi visitatori possono ammirare la suggestiva necropoli etrusca e la pieve di San Giovanni Battista.

Da sempre un territorio ricco di risorse, con numerose sorgenti d'acqua e miniere di sale, Casale Marittimo è stato abitato fin dall'età etrusca, come dimostra la già citata necropoli di Casa Nocera. Le tombe, risalenti al VII a.C., hanno rivelato la presenza di corredi molto ricchi, segno che l'antico abitato è stato dominato da una ricca aristocrazia. Più povera di contenuti è la tomba a tholos di Poggiarella, rinvenuta nell'Ottocento e perciò ampiamente saccheggiata. Il passaggio dall'età etrusca all'epoca romana è testimoniato dai resti di due ville romane a La Pieve e Il Poggio.
In epoca medievale il borgo rifiorisce intorno all'anno Mille, con i conti Della Gherardesca. La struttura principale, già da allora, è la pieve di San Giovanni Battista, che amministra anche altri plebati della zona. Viene gravemente danneggiata durante gli scontri tra Pisa e Firenze, nel 1363. Il vescovo di Volterra stabilisce da allora che i battesimi vengano effettuati nell'altra chiesa di San Giovanni Battista in Santo Andrea di Casale.
Il borgo fa poi il suo ingresso nei domini di Firenze, al termine della campagna della città gigliata per dominare Pisa. I primi secoli nel Granducato sono contraddistinti quasi esclusivamente dalle lotte dei casalesi contro i pirati e le epidemie di malaria che flagellano l'area, causando epidemie e carestie. A metà Cinquecento Casale può contare su solo 254 abitanti.
Nel 1642 viene avviata un'intensa opera di fortificazione contro i pirati. Sei anni più tardi Casale viene dato in feudo ai Ridolfi fino al 1738, quando entra a far parte del marchesato di Riparbella, sotto la signoria dei conti Ginori. All'epoca le terre di casale sono spoglie e disabitate e costituiscono la riserva di caccia privata del conte. Nel 1777, tuttavia, i primi segni di ripresa avvengono grazie alle riforme leopoldine, volute dai Lorena, grazie alle quali le terre vengono ridistribuite e nuove famiglie emergono nell'ambito dell'economia agricola.
Nel XIX secolo, debellata la malaria grazie alle bonifiche, Casale registra un notevole incremento demografico e il suo sviluppo urbanistico conferisce alla città le sue attuali caratteristiche. Nel 1862, il comune cambia il suo nome da Casale nelle Maremme a Casale Val di Cecina. Solo dal 1900 acquista l'attuale denominazione di Casale Marittimo. Negli anni Cinquanta del XX secolo, con il declino dell'agricoltura mezzadrile ed il conseguente spopolamento delle campagne, avviene un nuovo esodo. Lentamente l'agricoltura cede il passo al turismo, attualmente la più importante risorsa territoriale.

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