Villa di Bibbiani

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Villa di Bibbiani

Villa di Bibbiani

La Villa di Bibbiani è un complesso certificato dall'Associazione Dimore Storiche Italiane. Fa parte di una tenuta che comprende una vasta porzione di terreno tra Capraia alla Castellina di Limite e le rive dell'Arno che danno sui Colli di Pulignano.

Come molte altre del comune, anche quest'area è stata abitata fin dal VI secolo a.C.. La tenuta è infatti a ridosso dello stanziamento etrusco di Montereggi, scoperto intorno alla metà degli anni Sessanta e considerato uno dei più imponenti della zona dell'Arno. La villa trae quindi origine da un preinsediamento etrusco, cui ha fatto seguito una nuova reistallazione in epoca longobarda. Sappiamo infatti che i Longobardi abitarono la zona almeno fino al IX secolo. La prima proprietà che si conosca è quella di Gundoaldo, il medico del re longobardo Desiderio.
Nel 767 Bibbiani viene ceduto al monastero di San Bartolomeo di Pistoia. Nel XII secolo la parte collinare della tenuta si arricchisce con la pieve di San Jacopo a Pulignano. Successivamente, nel Seicento, una bolla di Papa Eugenio IV assegna la tenuta di Bibbiani ai Canonici Lateranensi di Lucca. Fino a tale periodo la struttura edificata conserva le sue caratteristiche di complesso medievale.
Solo nel XVI secolo avviene la trasformazione in vera e propria villa signorile, voluta dai Frescobaldi, una famiglia fiorentina che ha rilevato la tenuta. In questo periodo viene eretto anche un muro, parzialmente conservato, per separare Bibbiani dal "Barco reale", la riserva di caccia del Granduca Cosimo de' Medici. Il "parco romantico" che circonda la villa è invece un'aggiunta settecentesca operata dal marchese Cosimo Ridolfi. Questi, acquisendo il possesso della tenuta, la trasforma infatti in un autentica scuola-laboratorio di orticoltura, dedicandosi principalmente alla coltivazione della vite.
Nei primi decenni dell'Ottocento la Villa Bibbiani si arricchisce ulteriormente di una collezione botanica di piante provenienti da tutto il mondo, di ornamenti in pietra, statue e fontane. Nella prima metà del XX secolo la proprietà cambia nuovamente in favore dalla famiglia veneziana dei Franchetti, cui si deve la realizzazione delle scuderie, in stile neo-gotico. Nel 1944 la villa e il parco hanno subito un'intensa opera di restauro, richiesta dopo i notevoli danneggiamenti conseguenti al conflitto bellico.

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