Il comune di Capolona si trova nel Valdarno, in provincia di Arezzo. Ha una popolazione di circa 5000 abitanti ed ospita nel suo territorio l'abbazia di Campoleone, edificata nell' XI secolo, e la chiesa di Santa Lucia.
La prima menzione del borgo risale ad un documento del 943 d.C., nel quale per volontà degli imperatori Ugo e Lotario si dà atto della proprietà di "Campus Leonis" ad un feudatario aretino. Il nucleo abitativo originario si costituisce intorno all'abbazia di San Gennaro, fondata nel X secolo da Ugo di Toscana e arricchita dalle elargizioni di molti imperatori, che le hanno concesso nel corso degli anni privilegi e giurisdizione su castelli e territori, a discapito del vescovado di Arezzo.
Il borgo, da sempre al centro delle attenzioni delle grandi potenze a causa della sua posizione intermedia tra più valli, viene poi posto d'assedio e conquistato da Arezzo nel 1214. Un secolo e mezzo più tardi, esattamente nel 1384, i Tarlati conquistano la città, che successivamente entra a far parte dei domini della Repubblica Fiorentina, nell'ambito della sottomissione di Arezzo e dei centri limitrofi all'autorità di Firenze. La sua appartenenza alla grande città toscana "condanna" Capolona all'assedio da parte delle truppe borboniche di Carlo V, autrici di saccheggi e devastazioni intorno al 1527.
In seguito il borgo vive il periodo di pace e stabilità politica, eccettuato dal breve intervallo dell'occupazione napoleonica, del Granducato di Toscana. Durante il periodo di governo degli Asburgo-Lorena, la "comunitas" di Capolona raggiunge la sua attuale estensione. Nel 1845, infatti, estende i suoi confini alle frazioni di Lorenzano e Baciano, sottratte a Castel Focognano e Subbiano, ed alcuni territori precedentemente appartenuti al comune di Talla. Di lì a poco Capolona entrerà a far parte del Regno d'Italia, con il Plebiscito del 1860.
Da sempre centro agricolo di notevole rilievo e dall'importante posizione strategica, Capolona ha saputo trasformarsi nel XX secolo, dopo le distruzioni dei bombardamenti del 1944, in una realtà industriale molto sviluppata, incentrando l'attività produttiva locale soprattutto nei settori calzaturiero e meccanico. La vicinanza ad Arezzo, inoltre, ha dato notevole impulso alla crescita dell'artigianato orafo.